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La Repubblica

I ragazzini da sballo, rischia uno su quattro ... Alcol e teeneger. Giovedì la Giornata di prevenzione, mentre l’Osservatorio nazionale sul consumo tra gli under sedici lancia l’allarme: cresce il fenomeno dei “binge drinkers” e crescono i ricoveri per intossicazione... Il rapporto dei giovani italiani con l’alcol negli ultimi quindici anni è stato progressivamente caratterizzato da una forte ispirazione a modelli nord-europei definiti di “binge drinking” (bere in un’unica occasione più di sei bevande alcoliche) ma si è arricchito di recente da una moda spagnola di sballo alcolico: il “butellon”, la damigiana di vino sfuso a basso costo miscelato con superalcolici e consumato in maniera collettiva nelle piazze o nei locali. I numeri dicono che il 17,7% dei ricoveri per intossicazione alcolica sono di under quattordici, e che l’1,3% degli alcoldipendenti in carico ai servizi ha meno di diciannove anni. Le elaborazioni dell’Osservatorio nazionale Alcol-Cnesps sui dati Istat hano registrato nel 2008 una prevalenza di “binge drinkers” tra i maschi diciotto-ventiquattrenni (22,1%) e tra le loro coetanee (6,5%), con una distribuzione regionale che vede per tutte le età il valore più elevato nell’ltalia Nord-Orientale (15,5%) seguita dall’Italia Meridionale e Nord-Occidentale (circa 12%). Preoccupante (anche alla vigilia della rn di prevenzione sull’alcol del 29 aprile) che il fenomeno sia presente al di sotto dei sedici anni, età limite del divieto legale di somministrazione di alcol. Ma il rischio si annida non solo nelle occasioni di “binge drinking”: su base quotidiana, un ragazzo su quattro (23,8%) e una ragazza su quindici (6,8%) bevono secondo modalità rischiose per la salute e la sicurezza. Il 19,7% di undici-quindicenni e il 15,3% di coetanee consumano secondo modalità che in Italia trovano la massima espressione di rischio tra gli ultra sessantacinquenni. Non meno di 500mila adolescenti ricevono e consumano alcol, fuorilegge, soprattutto sulla spinta di messaggi pubblicitari sulla normalità del bere (169 milioni di euro/anno di investimenti per gli alcolici), della voglia di apparire o di trasgredire, e solo in piccola misura in risposta a un disagio. Ogni giorno 209mila bicchieri di bevande alcoliche vengono consumati in eccedenza dagli undici-diciottenni italiani. Si registrano mix di bevande alla moda (breezer e alcopos favoriti) e policonsumo. Drammatiche le esperienze sull’uso di cocaina per contrastare l’effetto down dell’alcol: una generazione chimica che ha imparato a costruire sentimenti e sensazioni attraverso l’uso di sostanze e che asseconda nuove tendenze come la miscelazione di energy drink con superalcolici.

Emanuele Scafato

Dir. Centro Oms Ricerca Alcol,

Osserv. Naz. Alcol-Cnesps, Iss.

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