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La Repubblica

Brindare con un rosso proibito ... Capita che un buon bicchiere di rosso possa fare miracoli. Perfino in crisi lunghe e complicate come quella che divide Russia e Georgia sin dalla guerra d’agosto del 2008. Una pace armata che, per il momento, crea una sola preoccupazione ai cittadini russi ormai insensibili ai toni minacciosi di una propaganda vecchio stampo: dove sarà finito quell’ineguagliabile vino georgiano che si trovava a buon prezzo perfino negli sguarniti negozi dell’Unione Sovietica? Figlio di una tradizione che 1 vuole addirittura come il più antico d’Europa, il vino di Georgia è proibito in Russia dal 2006. Ma l’embargo ha messo in chiaro che nessuno da queste parti è in grado di produrre qualcosa di buon livello. Se vuoi un vino decente devi per forza accettare i prezzi da oligarchi imposti ai prodotti italiani o francesi. E in tempi di crisi come questi, Mosca ha deciso di venire incontro ai suoi cittadini. Consentirà alle più note ditte georgiane di registrare i propri marchi in Russia aggirando cosi il suo stesso divieto. Etichette storiche come il Kindzamarauli o il Khvanchkara saranno venduti come “prodotto originale russo”. I due governi continueranno a minacciarsi invasioni reciproche ma, intanto, a tavola, si berrà meglio.

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