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La Repubblica

Latte fresco, polli e miele d’acacia la fattoria a km zero di Benedetto XVI ... Nel palazzo di Castel Gandolfo un’azienda agricola modello per la tavola del Papa... Oltre le mura che costeggiano le Ville Pontificie, a Castel Gandolfo, c’è un paesaggio da fiaba, ma dotato di tecnologia avanzata. È la residenza estiva dei Papi, luogo di riposo, studio e riflessione. Eppure qui, al mattino presto, il lavoro ferve alacremente nelle strutture un poco lontano dagli appartamenti papali, proprio dietro il cancello che dà sulla piazza di Albano. Si scorgono mucche frisone di ottimo lignaggio, galline ovaiole, falchetti addestrati, api che maturano un miele raffinato. È la fattoria del Papa, un regno nascosto dai prodotti rinomati. L’aspetto da rustico antico, con il parco che termina nell’orto, il roseto profumato e l’uliveto secolare, non deve però ingannane. Le tecniche più sofisticate governano infatti questa struttura, considerata un modello. Un’ala del casale ospita una moderna pastorizzatrice che permette di lavorare il latte (50 litri ogni giorno) a 75 gradi, così da mantenerne alta tutta la qualità. Le mucche che danno il siero sono 25, e sono sistemate in una vaccheria inaugurata tre anni fa e defilata rispetto al resto del complesso, in modo da offrire un ambiente salutare e non stressarle. Il pollaio con 300 galline produce quotidianamente 200 uova. Una sessantina sono i polli da carne. Nel frutteto ci sono albicocchi e peschi, mentre le piante e i fiori coltivati adornano i Palazzi pontifici. Tutti i prodotti - che sono ovviamente limitati e non hanno un fine commerciale - finiscono sulla tavola del Papa, e vengono messi in vendita nello spaccio dell’Annona in Vaticano. L’Osservatore Romano ha dedicato una pagina agli animali del Papa. “Una volta - spiega il direttore delle Ville, Saverio Petrillo - abbiamo ospitato anche due cinghiali. Li aveva regalati don Zeno di Nomadelfia a Paolo VI. Di movimento ne crearono un bel po’”. Ogni Pontefice ha avuto il suo rapporto particolare con la fattoria. Durante la guerra Pio XII aprì la Villa a 12 mila persone. Giovanni XXIII vi faceva lunghe passeggiate. Paolo VI amava il frutteto. Giovanni Paolo II si fermava a parlare con i dipendenti. Oggi Benedetto XVI si informa sull’attività dei fattori. E una domenica non ha mancato di assaggiare l’olio autoprodotto versato sulla bruschetta.

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