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La Repubblica

L’intervista ... Teo Musso: “Il vino non è un rivale la vera sfida è sulla creatività” ... Vulcanico e talentuoso, Teo Musso del birrificio Baladin è il mastro birraio più famoso d’Italia. Stupito del successo della birra tipo Champagne?

“Più che stupito, dirci contento, perché migliorare la qualità dell’offerta birraria è l’obbiettivo di tuttii mastri birrai, a maggior ragione di quelli artigiani come me”.

La “Deus” è buona e costosa. “I belgi sono molto bravi. Sanno fare prodotti di valore e venderli al meglio. Grande marketing... Da un punto di vista tecnico, la differenza è nell’asportazione dei sedimenti. Per il resto, a parità di birre rifermentate, come sono abitualmente le mie, contano gli ingredienti, ovvero i cereali, l’acqua e i lieviti, che possono essere pessimi, mediocri odi grande qualità. La Baladin sta arrivando all’autoproduzione di orzo e luppolo”.

Mai pensato di provare il metodo Champenois?

“Già fatto! Un migliaio di bottiglie di “Elixir” - ad alta gradazione, fatta coi lieviti del whisky - dormono in Franciacorta, nelle cantine di Monterossa (uno dei migliori spumanti italiani, ndr). Ho programmato ventiquattro mesi di stazionamento sui lieviti, prima della sboccatura”.

Meglio il vino o la birra?

“Sono fratelli, l’importante non è stilare classifiche, ma farli bene”.

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