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La Repubblica

Tra vigne e mimose il mare della Regina ... Devono essere i colori di un intensità che fa innamorare i pittori. O forse è il mare, che si muove lento e ti rassicura. I borghi di pescatori arroccati sulle scogliere, quel susseguirsi di baie sabbiose e una manciata di piccole isole di fronte. L’arcobaleno di fiori, i vigneti e un profumo, un tepore che sembra primavera tutto l’anno. La regina delle regine, Vittoria, si innamorò per prima della costa del Var, dove il Mediterraneo è ancora più dolce. Alla fine dell’Ottocento scelse di svernare qui, accompagnata da un’aristocrazia inglese avida di lunghe passeggiate e giardini. Cominciò la leggenda della Costa Azzurra - fu il prefetto Stéphen Liégeard a chiamarla così, nel 1887 - un nome di cui poi si appropriò ingiustamente quella parte di Riviera accanto, tra Nizza, Cannes e Monaco. Ma che importa? Nel Var preferiscono la discrezione, farsi scoprire senza fretta. Duecentocinquanta chilometri di sentiero litorale, il paradiso per chi vuole camminare o andare in bici (da Six-Fours a Saint-Raphael sono cento chilometri di pista ciclabile), respirando questa magica costa. Chi da queste parti arriva in auto - l’Italia è a solo tre ore - può, ad esempio infilare le strade strette dei vigneti e arrivare sino in fondo, in direzione del mare. I produttori locali mettono a disposizione i cosiddetti parcheggi “nature”: si lascia la macchina sotto una pineta pagando non più di otto euro al giorno, e poi la spiaggia - sabbiosa, attrezzata per un pic-nic e poco affollata, perché il “segreto” lo conoscono ancora in pochi - è proprio lì. Davanti lo spettacolo del parco nazionale marino di Port Cros, le isole della Gabinièrè, Port Cros, Levant e più in là le Porquerolles, che qui chiamano anche Isole d’Oro per via della scintillante roccia micacea. Al tramonto vale la pena sostare alla vicina casa vinicola. Bormes les Mimosas, uno dei villaggi più fioriti d’Europa, un trionfo provenzale di bouganville, tappa obbligatoria lungo la strada delle mimose, è soli cinque chilometri. Ancora più vicino il forte di Bregançon, piccolo promontorio roccioso che da più di mezzo secolo è la residenza ufficiale dei presidenti francesi. Tra baie e scogliere si arriva al Domaine du Rayol, il giardino del Mediterraneo ai piedi del massiccio dei Mori: venti ettari di natura di cui sette dedicati alla biodiversità e con piante di tutto il mondo, uno straordinario mosaico che rispetta il ciclo delle stagioni. C’è anche la possibilità di tuffarsi in acqua e fare snorkeling. La costa varoise è soprattutto Hyères les Palmiers, il villaggio medievale che fu scelto dalla regina Vittoria e che sulla collina offre la suggestiva Villa Noailles, capolavoro cubista e museo (gratuito) di arte contemporanea. Giù al mare le vecchie saline e le saline dei Pesquiers, un pezzo di storia millenaria oggi paradiso naturale con oltre duecento specie di uccelli (e ovunque, fenicotteri rosa) e quasi trecento tipi di piante. Perché questo è un piccolo paradiso, ma non fatelo sapere in giro.


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