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La Repubblica

Alla corte del re Brunello ... Il territorio di Montalcino è famoso in tutto il mondo per il suo vino pregiato e dal lungo invecchiamento. E da domani si dà il “benvenuto” all’annata 2008, giudicata a 4 stelle. Ma da queste parti, tra arte e paesaggi magnifici, si trovano altri cibi di culto, dal miele al Pecorino di Pienza ... Il re è pronto. Domani il Brunello si presenta all’Italia e soprattutto al mondo. Dicono che l’annata 2008 sia abbastanza buona ma solo l’invecchiamento rivelerà tutto delle sue potenzialità. Il vino “inventato” alla fine dell’Ottocento da Ferruccio Biondi Santi è un marchio italiano diventato ormai globale. Delle circa 9 milioni e 200mila bottiglie prodotte ogni anno il 65% vengono spedite all’estero. Senza il Brunello, Montalcino non sarebbe famosa dall’Australia agli Usa al Giappone, mail paese toscano è una meta affascinante anche per chi cerca l’arte, la storia, la bellezza della natura e la gastronomia. Prima di tutto, però, i visitatori cercano la declinazione più nobile del vitigno Sangiovese. Chi vuole una bottiglia non speri di risparmiare, comprarla in enoteca qui o a New York può costare la stessa cifra. Il valore aggiunto della visita sta nella possibilità di entrare nelle cantine, provare il vino, parlare con chi lo produce guardando le colline piene di vigne. Il Consorzio, che da domani presenta agli operatori l’ultima annata con la manifestazione “Benvenuto Brunello”, ha predisposto una app gratuita (iBrunello HD) che indica su una mappa i 250 produttori e permette di prenotare visite e degustazioni. Non bisogna spostarsi molto per fare gli assaggi: il più noto vino toscano è anche l’unico riconosciuto con una docg il cui territorio di produzione corrisponde a quello del comune. In 3.500 ettari si coltivano anche Rosso di Montalcino, Moscadello e Sant’Antimo doc. L’annata 2008 del Brunello è stata giudicata da 4 stelle. Ci si aspettano meraviglie da quella del 2012 a cui gli esperti hanno dato il massimo, cioè le 5 stelle che la faranno entrare nel gruppo delle vendemmie “mitiche”, tra cui 2007, 2006, 2004, 1997, 1995, 1990. Ma per assaggiarla bisognerà aspettare altri 4 anni. Montalcino non è soltanto vino. Siamo nel cuore della Toscana. Dalla Fortezza che sovrasta il paese, sdraiato su un colle alto più di 500 metri, si vedono la Val d’Orcia, la zona delle Crete senesi, la Maremma. Basta immergersi nelle campagne e nei boschi per trovare produttori di alimenti di qualità. Come il miele, considerato tra i migliori del nostro paese e da tempo seconda eccellenza di questo territorio. Anche il “cacio” è da provare, quello prodotto nel comune di Montalcino e quello più noto di Pienza, che si trova a pochi chilometri di distanza. Come in tutta la provincia senese, i dolci, specialmente la pasticceria secca, sono un punto di forza. Nei forni e nelle pasticcerie si acquistano cantucci, “ossi di morto” ma anche panforti, “brutti ma buoni” e ricciarelli freschissimi. Nelle macellerie o direttamente nelle aziende si vendono prosciutti e insaccati a base di cinta senese, il maiale, ormai famoso, che vive brado nei boschi. Ma i giacimenti di sapori non sono finiti: da queste parti si comprano olio di alto livello, tartufo (a San Giovanni d’Asso) e zafferano.

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