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La Repubblica

Svolta all’Agricoltura, dentro solo per concorso ... Martina vara nuove regole dopo le polemiche legate alla gestione De Girolamo, quando fu assunto come manager l’ex fidanzato del ministro ... Il neo ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina vara un’inedita norma anti raccomandati. D’ora in poi le nomine dei presidenti dei sei enti collegati al dicastero che gestisce ogni anno circa 7 miliardi di euro di fondi europei saranno decise con la procedura della chiamata pubblica. È la prima volta che accade e la nuova procedura sarà subito applicata per la presidenza in scadenza dell’Ismea, l’Istituto servizio per il mercato agricolo alimentare. La selezione avverrà così: entro un certo termine (il 31 marzo per l’Ismea) chiunque sarà interessato alla candidatura ed è in possesso dei requisiti di competenza e di esperienza documentata in materia di economia agraria e di strumenti per il finanziamento potrà inviare il proprio curriculum al ministero. Qui una commissione tecnica di tre esperti, almeno due dei quali saranno esterni all’amministrazione, decideranno quali curricula sono definibili “idonei al ruolo” e quali no. Le referenze di ogni candidato saranno pubblicate sul sito istituzionale, e chiunque potrà inviare le proprie osservazioni. A questo punto, dopo una scrematura per meriti oggettivi, sarà il Consiglio dei ministri a scegliere il nuovo presidente, su una rosa ristretta di non più di 4-5persone Tutti con competenze specifiche.
Una procedura, quella varata da Martina, che per trasparenza va oltre i canoni previsti dalle attuali norme di legge. “È un modello che utilizzeremo per le nomine che riguardano gli enti collegati - spiega a Repubblica il ministro; che domani parteciperà al suo primo Consiglio dei ministri dell’Unione Europea a Bruxelles - perché vogliamo puntare sulle migliori professionalità che possano contribuire al salto di qualità necessario al settore agro alimentare italiano”.
Non sfugge che tale decisione arrivi dopo le feroci polemiche sulla precedente gestione, quella di Nunzia De Girolamo, conclusasi con le dimissioni dell’allora ministro per l’inchiesta della magistratura sulla Asl di Benevento. Grandi critiche, ad esempio, avevano suscitato le due nomine volute dalla De Girolamo e pescate dal suo “cerchio magico” beneventano. Prima fra tutte quella del generale sannita della Finanza Giovanni Mainolfi scelto come commissario straordinario di Agea, l’agenzia che si occupa dell’erogazione dei contributi agricoli. E stato proprio Mainolfi, poi, a mettere alla direzione generale di Sin, società controllata di Agea nella bufera per un’inchiesta della Guardia di finanza sul sistema informatico che distribuisce i fondi della Pac, Antonio Tozzi, commercialista ed ex fidanzato della De Girolamo. Il quale sull’agricoltura - per sua stessa ammissione - non aveva competenze specifiche. Non che questo spoil system sulle nomine sia stata una prerogativa solo della gestione De Girolamo. Così han sempre fatto tutti, chi più chi meno. Ora, Martina, prova a mettere degli argini. Col metodo della chiamata pubblica saranno individuati, dopo la presidenza di Ismea, anche i vertici di Agea, del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, dell’Inea (Istituto nazionale di economia agraria), dell’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e per l’Ente nazionale risi.

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