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La Repubblica

Mazzei in crisi di liquidità
i debiti del gruppo vinicolo
oltre quattro volte il fatturato ...
Piano di risanamento per cercare di evitare il tracollo
ma alcune banche creditrici chiedono più garanzie ... Il Gruppo Mazzei, fondatore ed emblema
del Chianti Classico, è in grave crisi di
liquidità. E le banche creditrici
impongono una severa ristrutturazione
del debito che ha superato di oltre quattro
volte il fatturato delle aziende di famiglia.
Per evitare il tracollo, Mazzei ha
presentato una bozza di piano di
risanamento da incardinare all’interno
dell’articolo 67 della legge
fallimentare. Ma il piano
non convince le banche, o
almeno non tutte.
Chiedono integrazioni, un
impegno più convinto
della famiglia. E il gruppo vitivinicolo, nel
braccio di ferro coi finanziatori, resta per
ora in bilico sul baratro. Il debito dei
Mazzei avrebbe toccato i 43 milioni di
e uro, più della metà dei quali (circa 22
milioni) con Cassa di Risparmio di
Firenze, seguita da Mps (una decina di
milioni) e poi alcuni tra i principali istituti
di credito nazionali e locali che operano
nel territorio: Unicredit, Bnl, la aziende
del credito cooperativo di Cambiano e
Chianti Banca. E’ una sovraesposizione
cresciuta per i forti investimenti fatti dai
Mazzei alla vigilia e dopo lo scoppio della
crisi economica, a cominciare dalla nuova
cantina di Fonterutoli, inaugurata nel
2007 e costata 14 milioni di euro. E questo
mentre il fatturato del gruppo non
riusciva a svettare i 10 milioni di euro
annuali. Da qui l’alt dato dalle banche, per
una redditività aziendale zavorrata dagli
interessi passivi, che ai Mazzei -
esemplifica un addetto ai lavori - “costano
un appartamento al mese”.
Il piano di risanamento del gruppo
prevede restituzione integrale dei debiti
attraverso la vendita di borghetti non
strumentali all’attività produttiva e la
crescita del fatturato, con la garanzia di
un patrimonio iscritto a bilancio per un
valore che supera il debito (46 milioni) e
che le banche stesse riconoscono sotto
stimato. Ma i tempi di rientro sono lunghi,
15 anni, restano alea ed incertezze. La
trattativa è sul filo del rasoio.

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