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La Repubblica

Vino da un euro spacciato per Brunello sequestrate 30 mila bottiglie con falsa griffe ... Sull’etichetta la scritta Brunello di
Montalcino, nella bottiglia vino da un euro e
mezzo al litro. I carabinieri del Nas stanno indagando
su una truffa organizzata in Toscana
per vendere, anche all’estero, a prezzi tra
i 40 e i 70 euro alcune delle denominazioni
d’eccellenza italiane: oltre al Brunello il
Chianti Classico, il Morellino di Scansano, il
Sagrantino di Montefalco e pure il “Bocelli”
prodotto dal noto cantante. L’inchiesta, che
ha portato al sequestro di 30mila bottiglie,
ipotizza la truffa e la frode in commercio. Si
stanno facendo approfondimenti su sei persone.
Il sistema era organizzato così: c’era
un’azienda di Montalcino che raccoglieva vino
di scarsa qualità proveniente dal Sud, e
c’erano un società, a Massa Marittima (Grosseto),
che si occupava dell’imbottigliamento
e un’altra, con base a Follonica, che distribuiva
le bottiglie ai punti vendita.
Mentre per tutte le altre denominazioni si
creavano false etichette di prodotti veri, per
il Brunello è stata messa in commercio un bottiglia
con un marchio originale, “Sfera”. Sul
retro è scritto il nome della società agricola
“Tenimenti Montalcino srl”, che esiste davvero
e su cui si stanno facendo accertamenti.
I carabinieri lavorano da circa 3 mesi, sono
partiti dalle segnalazioni di alcuni clienti che
si sono resi conto che quel vino scadente non
poteva essere uno dei migliori del mondo. Le
bottiglie taroccate finivano nei supermercati,
in enoteca, e anche dentro a pacchi dono
natalizi. Il ministro dell’Agricoltura Martina
commenta L’inchiesta sostenendo che “il gioco
di squadra nella lotta alla contraffazione si
rivela ancora una volta la strategia vincente
per tutelare le nostre eccellenze”. Dal Consorzio
del Brunello si annuncia l’intenzione
di costituirsi parte civile in un eventuale processo.
Plaudono al lavoro dei carabinieri Cia
e Coldiretti. Il governatore toscano Rossi
spiega che “ci vogliono leggi ancora più severe
contro chi produce i falsi, che sono un
danno per la nostra Regione e per il Paese”.

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