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La Repubblica

Chianti anno record, 600 milioni di affari. Francesi sorpassati ... Vendite boom per la filiera del Gallo Nero, che traina l’Italia nel battere gli storici rivali ... Prematuro, azzardato, fare pronostici sulla vendemmia. È però sicuro che per il Chianti Classico (Gallo Nero) l’annata commerciale sarà record: il business è avviato a battere il primato del 2004 e a superare i 400 milioni di euro quanto a valore della produzione vinicola imbottigliata, con un fatturato globale di filiera di oltre 600 milioni di euro. Ma gode di ottima salute l’intera industria vitivinicola toscana, che nel mese di luglio contribuisce al sorpasso storico delle quote di vendita dei vini italiani sui francesi.
Dopo il tonfo dell’anno orribile 2009, quando in un solo colpo gli affari delle quasi 600 aziende socie del Consorzio del Gallo Nero subirono un tracollo del 30%, questo è il sesto anno consecutivo che le cantine del Chianti Classico aumentano il volume degli affari. “È un dato incoraggiante - spiega il direttore del Consorzio, Giuseppe Liberatori - in particolare perché si è passati da un andamento stop and go, per cui un anno si cresceva e l’anno dopo si frenava, ad una dinamica di maggiore stabilità, con crescita costante”. Sono i dati di fine luglio che permettono di prevedere già oggi un’annata record. Alla fine del mese scorso le marcature delle bottiglie, che le aziende chiedono al Consorzio del Gallo Nero solo quando vendono il prodotto imbottigliato, registravano un aumento dell’8-10% rispetto all’anno scorso. Per cui si pronostica che alla fine dell’anno saranno state vendute circa 38 milioni di bottiglie di Chianti Classico contro i 40 milioni del 2004. Il sorpasso avviene però in termini di valore, perché rispetto a 11 anni fa la produzione riesce a lucrare un 10-15% in più. Succede perché nel frattempo le etichette del Gallo Nero sono riuscite a collocarsi su una fascia di mercato ancora più alte, da ultimo col debutto della “Gran Selezione”, che è evoluzione della Riserva. Per cui, se quest’anno una bottiglia di Chianti Classico “basico” esce dalla cantina a 5-6 euro, raggiunge i 9-10 euro una Riserva a cui va il 26-27% della produzione del Gallo Nero, mentre svetta fino a 15 euro la Gran Selezione (circa il 5% della produzione). Ormai meno del 20% delle bottiglie rimane in Italia. Il resto è esportato. E le soddisfazioni maggiori arrivano da Nord America (Stati Uniti e Canada), ma anche da Germania, Regno Unito, Svizzera, Giappone e Paesi Scandinavi. Al palo la Cina, dove il posizionamento dei vini francesi non sembra lasciare spazio al Chianti Classico, che appare sul punto di resa. “Abbiamo investito, il ritorno non è quello sperato - dice Liberatore - Siamo arrivati alla conclusione che in Cina c’è uno spazio eventuale per vini di fascia più bassa di quella del Gallo Nero”. Intanto, il sito WineNews annota che il report (luglio 2015) del Liv-ex, il benchmark più rappresentativo del mercato, certifica un sorpasso storico dell’Italia sulla Borgogna: per la prima volta le grandi etichette del Belpaese hanno rappresentato una quota del 7% degli scambi dello scorso mese contro il 6,7% dei borgognoni, grazie al contributo di etichette toscane come Sassicaia, Masseto, Ornellaia, Solaia, Tignanello. Lo stesso WineNews aggiorna la lista dei vip attratti dalla produzione di vino. In Toscana sfiorano ormai la trentina quelli che hanno cantine: Bocelli, Jovanotti, Sting, Gianna Nannini, Celentano, i fratelli Illy, Oliviero Toscani, Ferragamo, Cavalli, Bulgari, l’ad di Tod’s Sincini. E la lista continua con attori, grandi industriali italiani e stranieri.

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