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La Repubblica

I consigli per districarsi tra i più buoni ed importanti ... Dopo quindici edizioni Vini d'Italia dell'Espresso cambia radicalmente: nuovi autori, nuova formula, nuovo concetto di Guida, pensata per piacere e servire al lettore-consumatore prima che agli addetti ai lavori. Non è sceso il numero dei circa 20mila vini assaggiati, eppure la Guida si è assottigliata e ha un volto tutto nuovo. Finiti gli assaggi e i riassaggi, di regola alla cieca, gli autori si sono impegnati in un severissimo lavoro di selezione che aveva l'obiettivo di produrre “soltanto” tre distinte classifiche di 100 vini ciascuna: i vini “da bere subito”, che più sono piaciuti e che sin d'ora meritano di essere bevuti; i vini “da conservare”, da riporre in cantina, destinati ad affinarsi e a migliorare con gli anni; e i vini “da comprare”, non solo buoni ma convenienti per la loro qualità. Poi, la Guida racconta le migliori bottiglie, non di tutte le 419 denominazioni italiane (troppe quelle insignificanti!) ma delle più importanti. Si è voluta, insomma, una Guida che risultasse di facile lettura, fruibile anche da chi non ha particolare interesse a saper tutto del ricco e variegato mondo del vino italiano ma cerca consigli qualificati e onesti per gli acquisti. Niente voti in centesimi o ventesimi, quindi, ma tre classifiche meditate, libere, non condizionate da pregiudizi né da timori reverenziali, né, peggio, da convenienze commerciali. Al punto di porre al primo posto tra i vini “da conservare” un gioiello enologico sconosciuto ai più come il Taurasi Poliphemo 2012 di Luigi Tecce, che mette in fila nomi come Mascarello, Roagna, Gaja, Biondi Santi, Conterno, Quintarelli; o, tra quelli ottimi “da bere subito”, il Barbaresco Crichet Pajé 2007 di Roagna, bottiglia da 600 giuro, primo assoluto, seguito dal delizioso Greco di Tufo Pietra Rossa 2013 di Di Prisco, che si può comprare a 15 euro.

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