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VINO E CULTURA

“La Tensione”, secondo l’artista americana Shirin Neshat: ecco Ornellaia Vendemmia d’Artista n. 11

Al centro l’annata 2016 della griffe di Bolgheri, il ricavato a supporto del progetto “Mind’s Eye” della fondazione Solomon R. Guggenheim
ARTE, ORNELLAIA, SHIRIN NESHAT, VENDEMMIA D'ARTISTA, vino, Italia
“La Tensione”, secondo Shirin Neshat: Ornellaia Vendemmia d’Artista n. 11

“La Tensione”, interpretata dall’artista americana Shirin Neshat: ecco il tema dell’Ornellaia Vendemmia d’Artista, edizione n. 11 del progetto della celebre griffe di Bolgheri, che negli anni ha coinvolto artisti come Luigi Ontani, Ghada Amer, Rebecca Horn, Zhang Huan, Michelangelo Pistoletto, Rodney Graham, John Armleder, Yutaka Sone Ernesto Neto e William Kentridge, e che ha già donato oltre 2 milioni di euro a fondazioni e musei di tutto il mondo, e che quest’anno andrà a supporto della Fondazione Solomon R. Guggenheim a sostegno di un innovativo progetto dal nome “Mind’s Eye” (L’occhio della mente). Protagonista in bottiglia è l’Ornellaia 2016, il cui carattere, dunque, è “La Tensione”, con la Neshat, fotografa, regista e videoartista, “con il suo linguaggio visivo destabilizzante e poetico”, ha interpretato alludendo alle parole dell’illustre poeta persiano dell’XI secolo, Omar Khayyām.

“Nel corso dei secoli, i mistici e i poeti più illustri della letteratura classica persiana - spiega Shirin Neshat - hanno continuamente fatto riferimento al vino come a una forma di ebbrezza spirituale per l’animo umano; il vino eleva la mente dalle banalità della vita quotidiana e la porta a cogliere la profondità dell’umanità e dell’esistenza. Nel corso degli anni nella mia carriera artistica mi sono avvalsa in modo sistematico dell’antica letteratura mistica persiana, sia sotto forma di poesia inscritta come calligrafia sulle mie superfici fotografiche, sia sotto forma di canzoni nei miei video e lavori su pellicola. Nell’opera realizzata per Ornellaia ho inscritto una poesia del celebre poeta appartenente al XI secolo Omar Khayyam dal titolo: “Senza il puro vino non posso esistere”. Lui, più di ogni altro poeta persiano, ha scritto sulla relazione esistente tra vino e spiritualità (Erfan)”.

L’artista ha realizzato un’opera appositamente pensata per la tenuta, ha personalizzato una serie limitata di 111 bottiglie di grande formato e ha disegnato un’etichetta speciale che, in un unico esemplare, sarà presente in ogni cassa di Ornellaia da 6 bottiglie da 750 ml. Ricopre un ruolo centrale nella presentazione attuale il tema del vino come momento di condivisione sociale, una forza vitale che, nelle parole del poeta persiano Omar Khayyām, deve essere “goduta durante la nostra breve permanenze su questa terra”. Le etichette rappresentano dettagli di volti femminili, mani e corpi interamente coperti da scritture in lingua Farsi. Il contrasto tra la morbidezza della pelle e la natura grafica del testo seducono lo sguardo e scatenano l’immaginazione.

Come sempre, 111 grandi formati di cui 100 Doppio Magnum, 10 Imperiali (6 litri) e una Salmanazar (9 litri) saranno venduti e battuti all’asta per raggiungere le cantine dei fortunati collezionisti e, dal 2019, il ricavato che ne deriva sarà devoluto alla Fondazione Solomon R. Guggenheim a sostegno di un innovativo progetto dal nome “Mind’s Eye” (L’occhio della mente).
“Oggi Vendemmia d’Artista giunge alla edizione n. 11 e continuano le donazioni per il restauro del patrimonio artistico internazionale, siamo riusciti a devolvere nelle prime dieci edizioni più di 2 Milioni di euro in tutto il mondo, solo una piccola goccia nel mare, e ora vorremmo crescere ancora. È un grande piacere per Ornellaia legare il progetto vendemmia d’Artista ad una collaborazione a lungo termine con una istituzione nel mondo dell’arte quale il Guggenheim Museum. L’apprezzamento dei grandi vini, così come la fruizione dell’arte richiede il coinvolgimento di tutti i sensi, ed ecco perché abbiamo pensato di dare supporto ad un progetto di grande valore come “Mind’s Eye” (l’occhio della mente) che aiuta adulti con disabilità a sperimentare l’arte tramite la creazione di un modello che attraverso l’utilizzo di tutti i sensi fornisce uno strumento di accesso all’arte attuabile in tutto il mondo e un’eredità per le generazioni future”, ha sottolineato Giovanni Geddes da Filicaja, Ceo di Ornellaia.
“Il 2016 rappresenta un’altra annata di grande successo - ha aggiunto Axel Heinz, direttore di Ornellaia - che evidenzia tutte le virtù del clima di Bolgheri: sole abbondante, caldo non eccessivo, un’estate secca che consente all’uva di raggiungere un perfetto livello di maturazione e concentrazione e pioggia sufficiente ad evitare lo stress idrico. Tutti questi elementi combinati ci permettono di ottenere un vino perfettamente maturo e opulento, fermo e intenso; forze opposte creano un senso di profondo vigore che amiamo definire “tensione””.

Come detto, il ricavato sarà devoluto per il progetto “Mind’s Eye”, creato dal dipartimento di educazione Guggenheim, che aiuta le persone non vedenti o ipovedenti a sperimentare l’arte attraverso l’utilizzo di tutti i sensi. Questo favorisce lo sviluppo di impressioni creative, connessioni emotive e ricordi, la cui percezione dura nel tempo. Come nell’arte, anche l’apprezzamento dei grandi vini richiede il coinvolgimento di tutti i sensi: proprio la condivisione di questa idea ha indotto Ornellaia Vendemmia d’Artista a sostenere la crescita di questo particolare progetto. Le donazioni raccolte attraverso Ornellaia Vendemmia d’Artista consentono al Guggenheim Museum di sviluppare ulteriormente il progetto e far sì che la sua eccellenza continui a guidare la programmazione museale a favore delle persone non vedenti o ipovedenti.

“Siamo profondamente grati che a partire da quest’anno, i proventi della vendita di Ornellaia Vendemmia d’Artista saranno devoluti al Museo Guggenheim a sostegno del programma Mind’s Eye.La missione fondante del Guggenheim è stata quella di raccogliere ed esibire arte che non fosse semplicemente moderno, non solo nuovo, ma rivoluzionario. Grazie a Ornellaia, possiamo estendere questa missione a un pubblico ancora più ampio”, ha commentato Richard Armstrong, direttore della Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation.

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