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DENOMINAZIONI DEL VINO

La zonazione del Soave finisce in etichetta: via libera alle 33 Unità Geografiche Aggiuntive

Frutto di un lavoro iniziato nel 2000 dal Consorzio, e della valorizzazione delle singole aree da parte delle cantine del celebre bianco veneto

La zonazione del Soave è compiuta, e finisce in etichetta, con l’inserimento delle 33 Unità Geografiche Aggiuntive nel disciplinare di produzione del celebre bianco veneto, che potrà così raccontare meglio e con più precisione, come chiedono gli appassionati del mondo, da dove arrivano le diverse espressioni del territorio in bottiglia, dopo l’approvazione definitiva delle modifiche al disciplinare da parte del Comitato Vini del Ministero delle Politiche Agricole. Castelcerino, Colombara Froscà, Fittà, Foscarino, Volpare, Tremenalto, Carbonare, Tenda, Corte Durlo, Rugate, Croce, Costalunga, Coste, Zoppega, Menini, Monte Grande, Ca’ del Vento, Castellaro, Pressoni, Broia, Brognoligo, Costalta, Paradiso, Costeggiola, Casarsa, Monte di Colognola, Campagnola, Pigno, Duello, Sengialta, Ponsarà, Roncà - Monte Calvarina i nomi delle zone, aree che storicamente sono state valorizzate dalle singole aziende e dal Consorzio per la particolare capacità di produrre vini con una forte caratterizzazione della zona pedoclimatica nella quale nascono. Un lavoro iniziato nel 2000 dal Consorzio Tutela con la pubblicazione delle “Vigne del Soave” che, con una puntuale zonazione, ha consentito non solo di individuare i differenti suoli ma anche altitudini, pendenze, incidenza della pergola veronese sul guyot e altri dati che hanno permesso di creare quelle che sono le unità geografiche del Soave.

Meno del 40% dell’intera superficie vitata della denominazione è stata valorizzata attraverso i cru ed esclusivamente nell’area collinare: la vinificazione dovrà avvenire separatamente rispetto agli altri vini dell’azienda, assicurando sia la tracciabilità che una produzione limitata, facendo acquisire inoltre una forte riconoscibilità sul mercato. Le unità geografiche aggiuntive sono distribuite nell’intera area del Soave, 29 nella zona classica, 2 nei suoli scuri della Val d’Alpone e 3 nei suoli calcarei delle vallate a ovest.

“Quello dell’approvazione delle unità geografiche è un altro grande passo avanti per la nostra denominazione che da sempre ha avuto nella caratterizzazione in etichetta dei luoghi geografici un punto di forza comunicativo nei confronti del consumatore - dice Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave - ora siamo sempre più in grado di parlare di ciò che ci rende unici, della nostra forte identità che abbiamo già avuto modo di sottolineare durante Soave Stories, un evento che ha avuto un forte richiamo mediatico per le tematiche proposte. Adesso potremo ufficializzarle anche all’estero, a New York, Tokyo e Londra le tappe che ci aspettano nei mesi di giugno del nostro tour promozionale”.

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