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FINANZA ENOICA

Liquidità dal vino in cantina, accordo Crédit Agricole, Valoritalia e Federdoc per il pegno rotativo

L’istituto francese, storicamente presente in Italia, tra i primi a finanziare le giacenze, certificate da Valoritalia, leader nel Belpaese
CREDIT AGRICOLE, DL LIQUIDITA, FEDERDOC, PEGNO ROTATIVO, VALORITALIA, vino, Italia
Le vecchie botti di Felsìna, una delle cantine di riferimento del Chianti Classico

Trasformare il vino che riposa e affina in cantina in liquidità è una delle misure più apprezzate dal mondo del vino, introdotta dal Ministero delle Politiche Agricole nel luglio 2020, per dare sollievo alle imprese in una fase di estrema difficoltà. Ed ora, per dare piena operatività a questo strumento, arriva un importante accordo tra Federdoc che rappresenta i Consorzi del vino italiano, Valoritalia, società leader nelle certificazioni agroalimentari, e Crédit Agricole Italia, banca fortemente radicata sul territorio nazionale e da sempre leader nel settore agroalimentare. Crédit Agricole Italia, in particolare, è uno dei primi istituti ad avviare questa iniziativa e potrà quindi finanziare le giacenze di magazzino dei prodotti Dop e Igp detenuti dalle imprese, compresi quindi i vini a Denominazione di Origine. Questo finanziamento potrà essere rinnovato automaticamente con la semplice sostituzione del prodotto dato in pegno con quello di nuova produzione. Con la produzione che rimarrebbe, fisicamente, nei magazzini aziendali.
“Si tratta di uno strumento finanziario realmente innovativo - sottolinea il dg Valoritalia, Giuseppe Liberatore - perché dimostra che con la collaborazione tra soggetti di natura diversa si riesce non solo a rafforzare il sistema delle garanzie e ridurre il costo del credito, ma anche ad apportare un reale vantaggio a tutta la filiera. Uno strumento che potrà essere utilizzato anche in futuro indipendentemente dalla situazione di difficoltà che stiamo attraversando”.
In questo schema, le funzioni di Crédit Agricole Italia e di Valoritalia sono complementari: la prima valuta la concessione del credito in base ai valori di mercato del prodotto in giacenza, mentre la seconda, in qualità di Ente di Certificazione riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, attesta la presenza fisica del vino in cantina anche in relazione a quanto riportato nei registri telematici da parte dell’azienda, procede ad un’analisi chimico-fisica del prodotto, ne verifica la conformità con quanto previsto dal Disciplinare di Produzione e informa la banca con specifici report.
Questa collaborazione consente a Crédit Agricole Italia di essere sempre più vicino alle esigenze delle imprese del settore, tenendo conto delle caratteristiche delle loro attività e consentendo la riduzione dei costi di finanziamento.
“Rafforziamo la nostra offerta di prodotti - spiega Giovanni Silvano, Responsabile Area Affari e Agroalimentare Credit Agricole Italia - con l’attivazione del Pegno non possessorio per tutte le Dop e Igp come previsto dal DM del 23 luglio 2020. Uno strumento fondamentale per sostenere ancora maggiormente la liquidità di tutte le aziende della filiera vitivinicola. Un prodotto innovativo che il mercato chiede da anni”.
“Con questo accordo si potenzia la nostra capacità di servire in modo sempre più efficiente le imprese che operano nella trasformazione di un prodotto che dà lustro al made in Italy nel mondo. Il pegno - commenta Alessio Foletti, responsabile direzione Banca d’Impresa di Crédit Agricole Italia - consente alle imprese di tutte le dimensioni di sfruttare gli asset di cantina per avere nuova finanza da impiegare nella gestione”.
Si tratta di “un impegno tangibile nei confronti di tutto il comparto agroalimentare italiano. Finanziare le imprese che producono vini a Denominazioni d’Origine - commenta il presidente Federdoc e produttore Riccardo Ricci Curbastro - significa sostenere il loro asset più importante: la qualità. Comunicheremo ai Consorzi di tutela associati a Federdoc i contenuti di questo accordo, con la speranza che questo strumento sia promosso a tutte le imprese e allargato agli altri enti di certificazione italiani”.

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