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Milano Finanza

Buon vino nella botte piccola ... Chi l’avrebbe mai detto? La crisi ha fatto scoprire che quello che sembrava il tallone d’Achille della produzione vinicola italiana, la frammentazione delle aziende, può diventare, nei momenti difficili, un punto di forza. La sensazione che sia stata proprio la loro flessibilità a consentire alle piccole imprese a conduzione familiare di sopportare l’impatto della recessione meglio delle multinazionali, era già diffusa, tant’è che a un recente convegno Corrado Giacomini, economista dell’agroalimentare, aveva ammesso: “Il piccolo ha sicuramente maggiori capacità di adattamento in tempi di crisi”. Adesso, però, questa sensazione ha trovato una conferma rigorosamente scientifica. Nella sua indagine sul settore vinicolo, l’ufficio studi di Mediobanca ha analizzato i risultati delle imprese suddividendole in quattro categorie a seconda della dimensione e ha scoperto che le aziende più piccole, quelle di quarta categoria, hanno un tasso di rendimento del capitale (6,1%) più elevato delle aziende di maggior dimensione (5,2%), quelle di prima categoria.

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