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Nazione / Giorno / Carlino

Il proibizionismo non è la soluzione ... Milano annuncia misure drastiche per combattere l’abuso di alcol. La strategia segue quella già adottata da decenni negli Stati Uniti: proibire il consumo di bevande alcoliche ai giovani. Infatti, è proprio la legislazione statunitense che viene citata a sostegno dell’iniziativa milanese. Come sempre, quando si ha a che fare con sostanze che possono essere oggetto di abuso, si abbandona la razionalità a favore di provvedimenti che servono, politicamente, solo a chi li annuncia. E’ del tutto dubbia l’efficacia della politica del ‘legal drinking age’, retaggio del proibizionismo sull’alcol, oggi messo in discussione da numerosi studi scientifici. Fra le conseguenze di questa politica vi è una maggiore partecipazione dei giovani a feste private dove l’alcol è disponibile. E’ proprio in tali occasioni che i maggiori casi di grave intossicazione hanno luogo, ad esempio a seguito del cosiddetto ‘binge drinking’ (bere con il proposito di stordirsi). Inoltre, la proibizione scoraggia l’educazione a scuola e nelle famiglie. Invece di educare i giovani a bere in modo responsabile e a parlare dei rischi legati all’abuso di alcol, si tende a tagliare corto: bere è proibito, punto e basta. Infine, è fondamentale che non venga fatta di tutta l’erba un fascio. Il problema dell’abuso dell’alcol fra i giovani esiste e deve essere contenuto. Ma è fondamentale non lanciare allarmi catastrofìsti, il cui unico effetto è quello di spingere ancora più giovani a bere. Numerose ricerche hanno riscontrato l’effetto incentivante sui giovani della loro percezione che il fenomeno sia onnipresente, quando in realtà non lo è. Informando i propri studenti sulla effettiva dimensione dell’abuso di alcol. diversi college statunitensi sono riusciti a far diminuire i casi di grave intossicazione fino al 50%.

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