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Terenzio Medri: “Appuntamento in Basilicata coi sommelier italiani” ... La Basilicata è tra le regioni più incontaminate e affascinanti della nostra penisola. È una terra intrisa di luce e di fascino ruvido, difficile da dimenticare una volta che ci si lascia incantare ma purtroppo è ancora poco conosciuta. Oggi sta riscoprendo le sue potenzialità, prima tra tutte la vocazione turistica, legata alle tradizioni e al patrimonio artistico, paesaggistico ed enogastronomico. Un territorio tutto da scoprire e da rilanciare che vede l’Associazione italiana sommelier tra i promotori di questa rinascita. Non a caso proprio in Basilicata, questo fine settimana, si tiene il 43° congresso nazionale dell’Ais. Ne parliamo con Terenzio Medri, presidente nazionale dell’associazione.

Presidente, perché la scelta proprio della Basilicata per questo meeting?

“È un modo per far riscoprire al grande pubblico questa regione in un percorso emozionale. Questa è una terra ricca di bellezze, dai castelli federiciani di Lagopesole e di Melfi, all’abbazia di san Michele, che si affaccia sui laghi di Monticchio, da Venosa, città del sommo poeta latino Orazio, a Pietrapertosa e a Castelmezzano, annoverati tra i borghi più belli d’Italia”.

E a livello enologico?

“È una regione unica anche sotto questo profilo, e vanta punte d’eccellenza: dall’Aglianico del Vulture Doc, vino principe, alla Doc Terre Alta Val D’Agri, al Matera Doc. Il nostro obiettivo mira a promuovere la qualità dei vini nostrani ma soprattutto ad aprire questo mondo al grande pubblico. Perché il vino, la sua cultura, il lavoro che sta dietro ogni bottiglia deve essere un patrimonio di tutti gli italiani. Questo congresso segna l’occasione per promuovere nuove iniziative e per lanciare progetti che sappiano coinvolgere tutti i protagonisti del sistema vino”.

Alla vigilia dell’evento quali sono le sue previsioni?

“A Rionero in Vulture si attendono migliaia di congressisti e di appassionati del buon bere. E la cerimonia di apertura nel settecentesco Palazzo Giustino Fortunato vedrà l’intervento delle autorità locali”.

Oggi si parla molto del rapporto dei giovani con l’alcol. Cosa ne pensa?

“Ancora una volta potremo spiegare al mondo della politica la lotta che l’Ais ha intrapreso da anni per diffondere la cultura del bere consapevole, per insegnare ai giovani che bere nel modo giusto significa ritrovarsi, riscoprire i valori delle proprie tradizioni. La bottiglia non deve essere identificata con la paura dei prezzi, con la perdita dei punti sulla patente, con le stragi del sabato sera, insomma non si deve frantumare questo mondo prezioso, che è uno dei fiori all’occhiello del nostro paese. Per questo l’Ais si fa, ancora una volta, promotrice della capacità e della necessità di coinvolgere tutti i protagonisti del sistema vino per dare nuovo slancio e garantire sempre l’eccellenza del nostro patrimonio enologico”.

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