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Nazione / Giorno / Carlino

Grandi bottiglie a piccoli prezzi ... Al confine tra Emilia e Romagna, sulle colline di Castel San Pietro, c’è il primo produttore privato di vino della regione, leader nel Sangiovese di qualità e nell’export (70% dei 2 milioni di bottiglie prodotte), È un’azienda famigliare quella di Umberto Cesati e della moglie Giuliana, cresciuta dagli originari 20 ettari a 120. Il rispetto dell’ambiente e la cura dei vigneti hanno portato a grandi risultati, in particolare nel rilancio del sangiovese di Romagna. I due rossi top sono Tauleto e Liano, che hanno appena vinto un oro e un argento a Mundusvini 2009, uno dei concorsi più rinomati al mondo. Ma Umberto Cesari sa anche declinare il ‘suo’ sangiovese per la tavola quotidiana di chi vuole bere bene. Così puntiamo sulla Riserva 2006 facilmente reperibile anche nella Grande distribuzione. Base sangiovese grosso (con una piccola percentuale di cabernet sauvignon), è bottiglia di grande piacevolezza, con un naso ben marcato di viola e frutti di bosco. I 24 mesi di legno in botti grandi danno la giusta rotondità e bevibilità a un bicchiere che ha un rapporto qualità/prezzo ottimo: 10 euro. SANGIOVESE DI ROMAGNA RISERVA 2006, Umberto Cesari Info: www.umbertocesari.it.

Pannelli solari,
biomasse, veicoli elettrici: l’ambiente è l’ultima sfida di questa storica cantina del Casertano fondata negli anni ’60 da Francesco Paolo Avallone che dopo anni di ricerche riscoprì le viti del Falerno, vino antichissimo (citato da Petronio nel Satyricon), distrutto dalla filossera ai primi del Novecento. Oggi la maison è gestita dai figli Salvatore e Maria Ida, cultori di tradizione e innovazione. L’aglianico è il vitigno principe del territorio, cui questa settimana Battipaglia dedica la prima grande rassegna sotto la regia di Cosimo Mogavero e di Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it e www.lafabbricadeisapori.it). E il grande autoctono rosso del Sud è la base di questo Falerno assemblato col Piedirosso, altra uva indigena. Ne esce una bottiglia potente, di grande impatto olfattivo e gustativo, vero vino-frutto. Abbiamo assaggiato il millesimo 2006 che propone un trionfo di note speziate, ciliegie e viola al naso e in bocca prosegue morbido, elegante, ricco di tannini nobili. Opulenza e insieme bevibilità e vita ancora per 4-5 anni in cantina. In enoteca sui 9 euro. FALERNO DEL MASSICO 2006, Villa Matilde Info: www.fattoriavillamatilde.it

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