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Nazione / Giorno / Carlino

Vino. Un regalo che non delude ... Il costo molto elevato non è sempre sinonimo di qualità... Sia per il cenone della vigilia che per il pranzo di Natale quest’anno, ancora una volta, vincerà la tradizione e le preferenze andranno ai prodotti made in Italy. Niente acquisti folli, come salmone, ostriche, caviale e frutta esotica ma prodotti enogastronomici più abbordabili sotto l’aspetto economico. Tra i preferiti ci sarà sicuramente il vino. Una buona performance dovrebbe essere registrata, infatti, soprattutto dai rossi. Secondo le stime della Confederazione italiana agricoltori si dovrebbero stappare circa 80 milioni di bottiglie, il 94 per cento di produzione italiana, con una crescita del 5 per cento rispetto allo scorso anno. Bene anche gli spumanti che dovrebbero registrare un aumento negli acquisti del 2 per cento. Il vino infatti ha un fascino indiscutibile e se è d’obbligo portare in tavola una bottiglia che si abbini perfettamente al menù, un buon vino risulta anche un regalo molto apprezzato. Chi infatti non ha mai donato o ricevuto una bottiglia? Ma come fare a districarsi tra le migliaia di proposte sul mercato? Quale vino è meglio regalare per essere sicuri di non fare brutte figure e nello stesso tempo di non spendere un capitale? Anche in questo campo esistono alcune semplici regole. Innanzitutto è bene scegliere un’enoteca di fiducia, con un titolare in grado di dare validi consigli. È facile perdersi e incantarsi tra gli scaffali, senza un’idea precisa, ed è allora che un enotecario di fiducia saprà indirizzare verso un’etichetta adeguata senza tentare di affibbiare una bottiglia scadente o una “specialità” a costi proibitivi. Seconda regola, è importate la persona cui è destinato il regalo. Al collega o all’amico inesperto è meglio non regalare una bottiglia “particolare”, non l’apprezzerebbe. Un eno-appassionato invece vi ringrazierà per tutta la vita. Terza regola: il prezzo. L’equazione che un vino costoso corrisponda a un ottimo vino non è più valida. L’educazione al gusto ha avuto i suoi effetti creando consumatori consapevoli, in grado di distinguere tra una bottiglia cara e una costosa. Caro è un vino fuori prezzo, con una qualità che non giustifica l’acquisto. Costoso è un vino che non è per tutte le tasche ma che qualitativamente possiede tutti i requisiti giusti. Naturalmente ci sono denominazioni (Barolo, Barbaresco, Brunello, Franciacorta) che non possono scendere sotto un certo prezzo per ragioni produttive e di mercato ma altre denominazioni con costi inferiori non sono meno buone. Ci sono grandi bianchi e rossi da bere durante un pasto importante. Altri, da meditazione, sono da sorseggiare in poltrona con un buon libro in mano. Quindi basta pensare se la persona alla quale va il vino è un amante della buona tavola o preferisce la tranquillità davanti al camino e troverete sicuramente la bottiglia giusta.

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