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Nazione / Giorno / Carlino

Niente Asti nella città di Asti? S’infiamma la polemica … E’ possibile che non ci sia Asti nella città di Asti? E’ questa la querelle che si sta disputando tra i produttori della terra di Vittorio Alfieri, rischiando così di indebolire un vanto italiano. La diatriba sul futuro delle Denominazioni Asti spumante e Moscato d’Asti e sui pericoli, che la stesse potrebbero correre, è un problema di rapporti locali. Sia l’Asti che il Moscato d’Asti si confermano, infatti, prodotti di grande successo, interessando 52 Comuni, dislocati nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo. Sorprende la mancanza del 53rno e la questione sta esplodendo. Il Comune di Asti chiese, infatti, l’introduzione del suo territorio nella zona di produzione. Richiesta appoggiata dal Consorzio di tutela e fatta propria dal ministero delle Politiche agricole. Il ministero, nel 2008, inserì Asti nel Disciplinare con un decreto, contro il quale vinse il ricorso al Tar del Lazio l’Associazione Produttori di Moscato, riportando tutto alla situazione di stallo. Continua, quindi, l’opposizione dei viticoltori dei Comuni dell’attuale zona di produzione ad aprirla a quella di Asti. Pertanto, il rischio di un danno d’immagine esiste. Da qui, la necessità di venire a patti, come auspica Giuseppe Martelli, presidente del Comitato nazionale vini del Ministero delle Politiche agricole.

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