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Nazione / Giorno / Carlino

Il console fugge col vino in tasca … Parigi richiama il diplomatico sorpreso a rubare a una festa… “Sono nato in Borgogna, dev’essere per questo che ho il vino nel Dna”. Quando rilasciò questa dichiarazione al quotidiano “South China Morning Post”, un anno fa, Marc Fonbaustier non poteva immaginare che il vino avrebbe rovinato la sua carriera e la sua vita. Quarantasei anni, uscito
da un’importante famiglia francese, ex brillante allievo dell’Ena, già numero due dell’ambasciata francese a New Delhi, Fonbaustier era sbarcato a Hong Kong in qualità di console generale con la
moglie Gabriella, italiana, e tre figli piccoli. Una sistemazione privilegiata nell’ex colonia britannica riconsegnata alla Cina popolare nel 1997, che gli avrebbe consentito di spiccare il volo per sedi ancora più prestigiose. Peccato solo che avesse un po’ troppo alcol nel Dna: protagonista di un brutto scandalo esploso alla fine di novembre, Fonbaustier ha dovuto lasciare precipitosamente la poltrona di rappresentante della Francia a Macao e Hong Kong, e rientrare senza tante storie a Parigi. Il Quai d’Orsay lo ha sospeso dalle funzioni e dovrà decidere adesso sul suo futuro, che non sembra molto roseo. Motivo della punizione: il console “manolesta” ha rubato... due bottiglie eccezionali di Bordeaux, per un valore complessivo di 5 mila euro. Il fattaccio è avvenuto al “Country Club” di Hong Kong, circolo d’élite in cui si riunisce il Gotha della società cinese e occidentale. Attirato da uno Chateau Cheval Blanc classé premier Grand cru (sempre molto pomposi, i francesi) offerto nel corso di una cena ai commensali, il console ha deciso di mettersene in tasca una bottiglia. Per la verità se l’è infilata... nei pantaloni durante una visita clandestina alla “cave”. Quest’ultima, per sua disgrazia, era sorvegliata da una telecamera. Pochi giorni dopo ha ripetuto l’exploit. La cosa è finita sui giornali cinesi. E l’avventura asiatica del console si è conclusa con il richiamo in patria.

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