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E i buoni pasto lasciano i ristoranti per rimpinguare le borse della spesa … Oltre il 50% dei ticket è utilizzato nei supermercati. Gavezotti (Edenred): “Il valore non copre più il costo di un pranzo, va aggiornato”… Gli addetti ai lavori la chiamano “ottimizzazione del valore”. Ma quel che sta succedendo ai buoni pasto, che ormai vengono spesi per oltre la metà nei supermercati e nei negozi alimentari anziché nei ristoranti e nei selfservice, è solo l’ennesima conseguenza dell’impoverimento delle nostre buste paga, causa inflazione. Si rinuncia così al piatto caldo – sostituito dal panino - mentre i ticket vanno a rimpinguare una borsa della spesa sempre più magra. Del resto il valore massimo dei buoni defiscalizzati è fermo dal 1997, quando fu fissato per legge in 5,29 euro; nel frattempo il costo di un pasto è aumentato mediamente del 214%, sicché la copertura, che era grosso modo dell’80% quindici anni fa, è ora scesa al di sotto del 40%. Partendo da questi dati Graziella Gavezotti, amministratore delegato di Edenred Italia che con i suoi “Ticket Restaurant” è di gran lunga il player più importante del mercato, sostiene che “per garantire la finalità originaria dei buoni pasto, cioè una corretta alimentazione per chi resta fuori casa in pausa pranzo, il valore defiscalizzato dovrebbe essere alzato almeno a 7 euro, meglio ancora a 10”.

Edenred è la nuova denominazione assunta da Accor Service da quando, nel luglio scorso, il ramo d’azienda fu reso autonomo dal gruppo alberghiero francese Accor con uno spin off e quotato in Borsa. Presente in 40 paesi del mondo, in Italia ha il 42% di un mercato che vale 2,5 miliardi di euro all’anno, gestendo 240 milioni di buoni su un totale di 500 milioni, con 33 mila società clienti e 1,3 milioni di utenti, 115 mila esercizi convenzionati. Il fenomeno dell’”ottimizzazione del valore”, dice la Gavezotti, non è questione dell’ultimo anno “anche se la crisi lo ha accelerato. E’ progressivo e va avanti da tempo. Mentre il mercato dei buoni pasto continua a crescere a un trend abbastanza regolare del 5% l’anno, la spesa nei supermercati e negli esercizi alimentari, che pure rappresentano solo il 2O% circa del totale degli esercizi convenzionati, aumenta di quasi il doppio e sta superando il 50 per cento”. Edenred ne ha chiesto la ragione ai suoi stessi clienti, distribuendo la bellezza di 60 mila questionari e ricevendo 2.224 risposte. Il risultato? “Oltre il 50% degli intervistati dice che preferirebbe pranzare in un esercizio servito, cioè in una tavola calda, un ristorante o un self service se il valore del buono coprisse gran parte del costo del pasto. Se non lo fa è perché non può più permetterselo”. La crescente concorrenza di supermercati e gastronomie e qualche caso di frode o indebito utilizzo dei ticket (circa il 2% del totale, dice la Gavezotti) provocarono l’anno scorso una levata di scudi di baristi e ristoratori che minacciarono di non accettare più i buoni. Pochi vantaggi e in progressivo esaurimento, dicevano, a fronte di una onerosa gestione dei ticket cartacei.

Ora Edenred è corsa ai ripari e mentre conferma di non essere interessata a convenzionare nuovi supermercati lancia, con il partner tecnologico Wincor Nixdorf, una nuova piattaforma per la gestione telematica dei buoni che, dice la Gavezotti, “semplificherà la vita ai piccoli esercizi di prossimità, riducendo di circa 15 centesimi i costi di gestione di ogni ticket”. I buoni saranno identificati direttamente all’incasso attraverso la lettura del codice a barre e processati automaticamente via Internet senza richiedere ulteriori investimenti in hardware dedicato.

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