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Nazione / Giorno / Carlino

L’Italia unita nel bicchiere ... Da Ricasoli a Cavour un fil-rouge tra la politica e il vino... Il vino come fil-rouge e simbolo dell’Italia unita lungo 150 anni di storia. Tra uomini, fatti, vigne, cantine, trame politiche o imprese guerriere. E gran parte di questa storia passa per la Toscana, per disegnare poi quell’asse del tutto particolare che è il Risorgimento di “Enotria”, fra Bettino Ricasoli e Camillo Benso conte di Cavour, artefici dell’unità d’Italia e della riscossa dell’Italia del vino. E’ l’altro Risorgimento”, parallelo a quello della riscossa nazionale, che ha portato la viticoltura e l’enologia italiana di oggi saldamente ai vertici mondiali. E con il neonato Stato italiano nasceva uno degli attuali “made in Italy” più apprezzati in tutto il mondo: il Chianti Classico creato dalla storica ricetta del “Barone di Ferro”, mentre Cavour è ritenuto - magari con buona pace dei puristi storici - l’inventore del Barolo. La settimana delle anteprime dei grandi vini toscani riporta alla luce questa storia, alimentata dal fervore di iniziative che avvicinano alla “Festa dell’Unità”, il 17 marzo. E così la storia ricorda quel 1861, quando l’Italia fu finalmente unita e alla presidenza del consiglio della nazione appena nata, si alternarono, in breve tempo, Cavour e Ricasoli. Uomini intimamente uniti nei propositi e nei progetti politici, sono anche due imprenditori agricoli, persuasi che i tempi fossero ormai maturi per l’abbandono di un’agricoltura improvvisata, da sostituire necessariamente con l’introduzione, nella- pratica, di quei principi scientifici che avevano contribuito allo sviluppo, per esempio, dell’agricoltura inglese. Ricasoli e Cavour erano pronti a scommettere (l’esportazione divino italiano si attestava sui 350mila ettolitri di vino da taglio, contro i sei milioni di ettolitri di vino di qualità esportato dai francesi) che l’Italia unita sarebbe ritornata ai fasti dell’antica Enotria, producendo vini in grado di affrontare la concorrenza con quelli di Oltralpe. Poi, magari, tra i due fu Ricasoli a offrire un contributo decisamente più sistematico e appassionato che segnò un vero e proprio cambio di passo nella considerazione dell’agricoltura e, in particolare, della viticoltura e dell’enologia. E MENTRE si aspetta la selezione delle Bottiglie dell’Unità d’Italia, i 40 vini, 20 bianchi e 20 rossi, che saranno presentati a Vinitaly, la Toscana regala altri aneddoti. Come il Brunello di Montalcino 2006 Camicia rossa, che Donatella Cinelli Colombini ha selezionato in mille bottiglie per onorare Angelo e Guelfo Guelfi, patrioti maremmani che nascosero Garibaldi fuggitivo in Maremma, e poi combatterono con lui. Storie che saranno raccontate in un talk show, venerdì, a Montalcino durante Benvenuto Brunello. Storie di vino che ha fatto l’Italia.

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