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Vinitaly, lo sbarco della Toscana ... Una truppa di 791 produttori più i Consorzi e le Strade del vino... Un carro armato “pieno di fiaschi montati secondo un’arte antica per onorare la tradizione. Una “truppa” agguerrita, 791 produttori più i Consorzi e le Strade del Vino per testimoniare la voglia di battere la crisi. È l’immagine della Toscana al 45° Vinitaly, la più grande expo del settore in Italia, alla Fiera di Verona dal 7 all’il aprile. Una truppa che occuperà l’intero padiglione 8, dove Toscana Promozione ha allestito uno stand di 432 metri quadrati, metà istituzionali e metà occupati dal Circondano Empolese Valdelsa, &lla Provincia di Massa Carrara, dalla Strada del Vino di Lucca e da tre privati. Ma la Toscana si al- larga anche nella tensostruttura del padiglione D, e poi nelle location dei big, tra il 6, il 7 e il 7D. Un percorso lungo e articolato per visitare tutta la rappresentanza del Vigneto Toscana. Che arriva a Verona con qualche certezza, tanta fiducia e anche tante idee. I numeri: i dati dell’Istat sull’export che fanno schizzare sulla sedia, si parla di una crescita in valore, tra il 2009 e il 2010, da 12,8 milioni a 21 milioni di euro per i vini bianchi e da 275 a 401 milioni di euro per i rossi. Poi leggi che quest’ultimo dato nasce allargando la base di rilevazione da un tetto di 13 a uno di 16 gradi alcolici: la realtà è meno rosea “Credo sia più giusto - conferma Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio Chianti Classico - restare ai dati già buoni di un mese fa”. E cioè + 22% per il Chianti Classico, +8-10% per il Brunello, e +2% per il Nobile di Montepulciano. Dati positivi “confermati - osserva Liberatore - anche dalla ripresa dello sfuso: la Camera di Commercio di Firenze segnala prezzi tra 140 e 190 euro al quintale: significa che si erode la giacenza, e si passa alla seconda fase. La ripresa, finalmente”. Quanto ai mercati, “resta il punto interrogativo degli Usa, dove sussistono ancora difficoltà”, commenta Alessandro Franois del Castello di Querceto, che del mercato Usa è un grande conoscitore. “I recenti successi al Prowein di Dusseldorf confermano il momento di buone soddisfazioni”, ammette Luca Costa, di Tenute Costa, con vigne a Gavorrano, nella doc del Monteregio. E di fronte alle mutate esigenze di produzione, c’è chi si ingegna. Come il principe Duccio Corsini, che sfrutta il taglio delle rese per proporre una novità, lo spumante da Sangiovese, e lanciare la campagna del rosé, strada ancora poco battuta nel Chianti malgrado qualche esempio illustre (Ama, Mazzei). E i giovani? Pensano agli autoctoni, le degustazioni organizzate allo stand toscano parlano chiaro: giri veloci, 15 minuti per 3-4 etichette. Guardando agli Usa, ma anche a emergenti come Brasile e Cina, “dove però - dice ancora Liberatore - dovremo andare con un grande “Progetto Toscana”, per presentarci come terra di lifestyle”.

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