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Nazione / Giorno / Carlino

Iva, da oggi spese a caro prezzo E la prima rata Imu torna a bussare ... Scatta l’aumento al 22% dell’imposta. Nuove ipotesi sul decreto casa... Da mezzanotte, con due ore d’anticipo rispetto al classico cambio dell’ora legale è scattato l’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva, dal 21 al 22%. “Solo che il cambio dell’ora porta vantaggi, quello dell’Iva solo svantaggi”, sbotta Maurizio Motta, vicepresidente dell’Aires, l’associazione dei colossi della distribuzione di elettrodomestici ed elettronica di consumo. Non avendo il governo varato in extremis il rinvio a gennaio del caro-Iva, oggi è entrato in vigore quanto previsto dal decreto legge del luglio 2011. Che può sempre essere rivisto (il ministro dello Sviluppo Zanonato propone di bloccare il punto d’Iva coprendolo con la reintroduzione dell’Imu sulle case di lusso) e l’aumento varrebbe solo per i giorni in cui resta in vigore. Ma rivista potrebbe anche essere la prima rata dell’Imu. Se il governo cade e la legislatura si chiude anzitempo, senza il varo della Service tax, è molto probabile che la tassa sulla prima casa verrà riscritta. I redditi più alti potrebbero pagare la prima rata dell’Imu e i 500 milioni che si avrebbero a disposizione andrebbero alle fasce più deboli. Il Pd ora non avrebbe alcuna intenzione di varare il decreto all’esame del Parlamento così com’è, il cui termine per la presentazione degli emendamenti è slittato a giovedì. E in Parlamento potrebbe formarsi una maggioranza alternativa a favore di una revisione dell’Imu. Magari, come propone Scelta civica, raddoppiando le detrazioni sulla prima casa che porterebbe il 70% delle famiglie a non pagare anche la seconda rata prevista il 16 dicembre e non ancora cancellata per decreto mentre il restante 30% risparmierebbe da 200 a 300 euro. In attesa di capire il destino dell’Imu, l’incremento dell’Iva rivitalizzerà un’inflazione crollata allo 0,9% a settembre, minimo dal 2009. Una discesa dovuta alla crisi che apre le porte allo spettro della deflazione, ovvero a una discesa dei prezzi a causa di un’economia dall’encefalogramma piatto. Secondo Confcommercio, comunque, il caro-Iva aumenterà l’inflazione dello 0,4% tra ottobre e novembre. E di rincari dello 0,4% parla anche Coop, impegnata a limitarne l’effetto mentre Ikea e Esselunga assicurano che non lo ti- verseranno sui prezzi. L’impatto dell’Iva, sempre per Coop, sarà di 200 euro a famiglia e tra 206 e 260 per Adusbef e Federconsumatori. Del resto l’aliquota del 22% non tocca gran parte degli alimentari ma riguarda molti beni di largo consumo, bollette, carburanti, turismo e fatture dei professionisti. Per un incasso aggiuntivo di un miliardo quest’anno e oltre 4 il prossimo. L’Iva passerà al 22% su fatture e scontrini emessi già da oggi (ma per problemi tecnici di software l’Agenzia delle entrate, come successe due anni fa, concede tempo per la correzione), difficilmente però il rincaro si sentirà nei centri commerciali che non possono cambiare subito migliaia di referenze. Però, spiega Motta, nei prossimi giorni, seppure spalmato, l’aumento finirà anche sui consumatori, frenando le attese di una ripresina dei consumi.

Vino e caffè, sapore amaro ... L’Iva al 22% non tocca la spesa alimentare (pane, carne, pesce, latte, uova ...) ma si farà sentire sui prezzi di caffè, bevande gassate, vino, liquori, spumanti, succhi di frutta e analcolici

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