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Nazione / Giorno / Carlino

L’Italia nella morsa dei Forconi I1 governo: “Puniremo chi sgarra” ... Sciopero, il Garante minaccia sanzioni. Il leader anti-tasse: tutti a Roma... È partita la protesta dei Forconi: saranno giorni di passione, che rischiano di paralizzare il Paese e bloccare le merci, dando un’ulteriore batosta ai consumi proprio nel periodo natalizio che poteva rilanciarli. Da ieri sera i primi presidi del fronte minoritario dell’auto- trasporto in lotta, affiancati da Cobas del latte e del mais, “cani sciolti” dell’imprenditoria, taxisti ribelli e commercianti antitasse. Un affronto alle regole che ha spinto il Garante degli scioperi a promettere sanzioni per chi ha manifestato prima della mezzanotte di ieri, dal momento che l’agitazione era stata indetta a partire da oggi. Da Siracusa a Udine, agli svincoli di Napoli e Parma. Con una mossa a sorpresa il governo ha sbloccato il divieto domenicale di circolazione dei tir che dalle 18 - anziché dalle 22 - hanno potuto marciare e guadagnare ore preziose per portare a destinazione soprattutto i carichi deperibili dei mercati ortofrutticoli e i rifornimenti più urgenti. Alza la voce il ministro Maurizio Lupi che avverte gli autotrasportatori sul piede di guerra “che non hanno tra le loro ragioni nessuna richiesta presentata al governo che sia rimasta inevasa e che li giustifichi. Il governo si opporrà con fermezza a ogni forma di violenza”. “Basta menzogne”, replica il presidente di Trasportounito Maurizio Longo, che addossa al governo i danni che saranno prodotti dal fermo che avrà, pronostica, un consenso “maggiore delle aspettative”. L’agitazione, che ha avuto un tiepido appoggio dal neosegretario della Lega Matteo Salvini, dovrebbe protrarsi fino al 13 dicembre, e incrociare dunque il voto di fiducia del governo Letta, fissato per l’il. Scadenza per la quale Danilo Calvani - il leader dei Forconi dell’agro pontino che auspica un direttorio militare - minaccia che “se sarà votata la fiducia e i politici non andranno via, tutti convergeranno su Roma per un’invasione pacifica”. Rimane l’allerta per le minacce mafiose alle organizzazioni che non sciopereranno e che rappresentano il 95% dei camionisti. Preoccupato il vice presidente di Confcommercio, Paolo Uggè: “Se le forze dell’ordine non sapranno fare il loro dovere, si rischia la paralisi e chiederò le dimissioni del Ministro Alfano”. Mariano Ferro, che guida i forconi siciliani, sembra essere sceso a compromessi dopo i segnali di tolleranza zero da parte delle prefetture pronte a far uso di idranti, e annuncia che non ci saranno blocchi. Solo volantinaggi e comizi.

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