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Nazione / Giorno / Carlino

Il Rinascimento comincia dal gusto Eataly “mette a tavola” Firenze ... Farinetti inaugura con il sindaco il megastore: “Ma non entro in politica”... “La vita è troppo breve per mangiare e bere male”. Una specie di monito, o meglio, una vera e propria filosofia di vita che fa di Eataly un marchio inconfondibile da Bologna a Tokyo, da New York a Genova. Da ieri l’impero di Oscar Farinetii ha messo un appetitoso presidio anche a Firenze, nella centralissima e pedonalizzata via Martelli, al posto di quella che un tempo era la vecchia libreria Marzocco. In uno spazio di 2.500 metri quadri, divisi in tre piani, adesso, al posto del fruscio delle pagine e dell’odore dell’inchiostro aleggia il profumo del pecorino, del salame toscano e della schiacciata appena sfornata. Un po’ di libri in qua e in là ci sono, ma la maggior parte dei sensi è catturata soprattutto dalla distesa di prodotti alimentari che ricordano come in effetti eat, mangiare, e Italy siano un binomio inscindibile. E anche se Oscar Farinetti lo dice in un altro modo, l’estrema sintesi è che gli italiani lo fanno meglio: sanno insomma mettersi a tavola come Dio comanda. In ogni negozio della catena Eataly c’è un preciso richiamo al territorio e per Firenze il riferimento non poteva che essere il Rinascimento, che fa da filo conduttore fra i panini con il lampredotto e i tranci di culatello, la pizza fatta all’istante nel forno a legna e le costate di bistecche alla fiorentina. Profumi e sapori nostrani ma non solo. Vini ad esempio da tutta la Penisola, affiancati da ampie selezione di birre e cioccolate fra le più blasonate d’Italia. Ecco perché la gente si è messa in fila con ore d’anticipo per ammirare fin da ieri questo tempio del Belpaese, dove mangiare e bere diventano un piacere della vita, appunto, dove ci può comprare pasta artigianale e saponi di Marsilia, ma dove ci si può anche sedere a gustarsi un calice di vino, sfogliare un manuale di cucina e scoprire le proprietà dei fagioli zolfini. Se uno ha tempo, si può persino iscrivere a piccoli corsi di cucina. A tagliare il nastro del nuovo Eataly è stato il sindaco e segretario del Pd Matteo Renzi, che ha nel patron Farinetti un amico, un sostenitore e un finanziatore di lungo corso. “Un grazie a questo imprenditore e alle persone che lavorano con lui - ha detto Renzi -, perché sono coraggiosi e questa è una delle caratteristiche che mi fanno essere amico di Oscar. Perché quelli come lui aprono oggi in Italia nonostante non convenga farlo”. Il sindaco ha quindi ricordato che negli ultimi venti giorni il gruppo ha inaugurato negozi a Chicago, Istanbul e Dubai, “e ciò dimostra che c’è una fame di bellezza e una famedi Italia bellissima”. Per riguarda gli investimenti in Eataly ha appena aperto a Bari, dopo Firenze toccherà a Milano. E in affettuoso scambio di complimenti, Farinetti ha invitato ad avere fiducia e speranza in Renzi e a non fare i soliti italiani che “quando arriva una persona che dimostra di volersi impegnare, di lavorare fino a tardi ogni giorno per cambiare un po’ questo Paese cominciano con i se e i ma. Siamo tutti un po’ colpevoli. Serve un nuovo Rinascimento, per questo Eataly di Firenze è dedicato al Rinascimento”. Infine, visto che c’è già chi lo vede ministro o comunque lanciato in politica, Farinetti ha concluso: “Né a me né a Renzi è mai passata l’idea del mio ingresso nella direzione del Pd. Mi manca il gene dell’incazzatura, non posso fare politica”.

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