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Nazione / Giorno / Carlino

Un nuovo Codice per il vino “Fuori la burocrazia dalle cantine” ... Firenze, al via la Settimana delle Anteprime. Ottimismo tra i produttori... Con quasi 750 milioni di euro fatturati in export, il vino è”la portaerei dell’economia toscana”. Tanto che, ricorda l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori, di fronte ai 600 milioni investiti dalle aziende nel quarto di secolo del “Rinascimento vinicolo”, la Regione ha fatto la sua parte con un contributo di 155 milioni. Si spiega anche così il valore di 3,3 miliardi di euro attribuito al Vigneto Toscana, con i suoi 59.500 ettari di vigne, di cui oltre 43mila a Doc e Docg, che rendono quasi 3,2 milioni di tonnellate di uva, per 2,3 milioni di ettolitri di vino. Principalmente grandi rossi, vivacissimi su tutti i mercati mondiali: 352 milioni di euro, leader dell’export nazionale. Si apre nel segno dell’ottimismo la Settimana delle Anteprime, questa sorta di “VinTuscany” avviata con la giornata del BuyWine alla Fortezza da Basso, dove 258 produttori di quattordici Consorzi (realtà undici, perché il Chianti era
presente anche con le sottozone Colli Fiorentini, Colli Senesi e Rufina) hanno fatto business to business con 300 buyers da tutti i continenti. Una passerella per vini che nascono a Cortona e Bolgheri, a Bibbona e in Valdarno Superiore, all’Elba e in Vai di Cornia, nelle zone del Montecucco e del Morellino e nei poderi del Chianti; poi, da oggi aprono le vetrine anche i singoli territori: San Gimignano, il Chianti Classico (alla Stazione Leopolda), Montepulciatio, Montalcino. Ottimismo giustificato: i vini toscani, ricorda l’enologo Stefano Chioccioli “possono sfidare il mondo” grazie “al terroir, all’identità, alla cultura del saper fare che in 20-25 anni ha rivoluzionato l’enologia”. Così, anche i vitigni “internazionali” oggi sono “parte della tradizione, e devono portare qualità anche nel vino quotidiano, che deve essere di eccellenza”. Tanto che, gli fa eco il presidente del Consorzio Chiami Giovanni Busi, la scelta del vigneto deve esse re pop e democratica, puntare sui vini da 5 euro. Poi, magari, dice “se dovessi reimpiantare i vigneti, lo farei con il mio Chianti base, lasciando da parte le fantasie”. La solita Toscana, insomma, dove “il mio vino è meglio del tuo”, che sa fare squadra mentre nei ristoranti trendy della Cina spopolano i grandi cm francesi con prezzi da capogiro, e i nostri arrancano? “Competitività significa superare le frammentazioni”, avverte il presidente della Commissione agricoltura alla Camera, il grossetano Luca Sani, che annuncia per il 25 febbraio un incontro con le associazione di categoria per dare al mondo del vino un nuovo Codice per “disboscare” controlli, pastoie burocratiche, enti e figure intermedie. Sani poi chiede al nuovo governo “un nuovo ministero della sicurezza alimentare”. La sfida vera, secondo Chioccioli, andrà però in direzione della Borgogna: modifiche alle Doc e Dog, la suggestione è la “denominazione comunale”. Il Vigneto Toscana sarà all’altezza? Salvadori ci sommette: “La nostra forza è il territorio”.

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