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“Il vigneto non deturpa il paesaggio” Un’altra bocciatura per la Regione ... Montalcino, il viceministro Castiglione contro il Piano territoriale... “Se qualcuno pensa che il vigneto deturpa il paesaggio, non capisce la ricchezza culturale, ambientale ed economica del patrimonio vitivinicolo”. Il governo, bacchetta la Regione Toscana per il putiferio scatenato dal Pit, il Pia- no integrato del territorio. Parla il sottosegretario all’agricoltura Giuseppe Castiglione, sollecitato in casa di uno dei più grossi produttori di vino in Toscana, la maison Banfi che ha ospitato nel castello di Poggio alle Mura una tavola rotonda convocata da Unione Italiana Vini e da Ismea (l’istituto di servizi al mercato agroalimentare) per fare il punto sulle previsioni per questa complicata vendemmia 2014. Niente entrate a gamba tesa. “Il governo - puntualizza Castiglione - non interferisce nei piani regionali, però di sicuro una promessa: “Grande attenzione negli atti di competenza del governo”. Come dire: occhio vigile potrebbero sibilare altre bacchettate, a proposito delle risorse europee, cento milioni di euro, destinate alla promozione ma che, lamenta il presidente di Unione Italiana Vini Domenico Zonin, “le Regioni non riescono a spendere”. Ridistribuire, invocano i produttori; il governo, assicura Castiglione, studierà qualche formula in vista di “un tavolo da riaprire”, perché quei soldi potrebbero essere ben spesi “anche per nuove promozioni sul mercato interno”. Già, perché i consumi qua continuano a calare, mentre il Vigneto Italia avanza ancora sul mercato globale lo confermano le cifre dell’Ismea, le vendite nel periodo gennaio - giugno 2014 rispetto all’anno passato sono passate da 9,8 a 9,9 milioni di ettolitri, +0,9% in quantità e +1,5% in valore, da 2.350 a 2.386 milioni. Il borsino, insomma, sembra tenere. Le previsioni per la vendemmia parlano chiaro: si stima un calo complessivo di 48,l61 milioni di ettolitri de1 2013 ai 40,91 milioni, di questa raccolta. Pianto generalizzato, con due eccezioni: la Toscana e l’Umbria, che potrebbero mettere a segno rispettivamente un +3% (da 2,657 a 2,730 milioni di ettolitri) e addirittura un +10% (da 901 a 990mila ettolitri). Cifre ormai vicine ai dati definitivi, malgrado il tifone che si è abbattuto sulla provincia di Firenze e sul’area Lucca-Versilia. “L’andamento del clima influenza le caratteristiche del prodotto”, nota Enrico Viglierchio, ad di Banfi, 400 ettari tra Montalcino e Chianti Classico “Confermo – avverte - che la quantità è leggermente superiore: si tratta di valutare con le selezioni in vigna quale sarà il modo migliore per valorizzare il prodotto”. Non tutto, insomma, è perduto. Ma il clima ballerino non è l’unico spettro che spaventa i vigneron italiani, e in particolare la Toscana che è terra di qualità per eccellenza. E la presenza del governo è di nuovo occasione ghiotta. “Nel 2015 scadono i diritti d’impianto, si rischia massacro in un sistema confuso e antieconomico”, rammenta preoccupato Domenico Zonin, ad del gruppo di famiglia, tre aziende in Toscana (Castello d’Albola nel Chiami Classico, Abbazia Monte Oliveto a San Gimignano e Rocca di Montemassi in Maremma). Una partita tutta aperta, da giocare con molta attenzione per non lasciare altre vittime sul campo.

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