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Paesaggio, la task force del bianchetto Giunta e viticoltori riscrivono il piano ... Il governatore Rossi: “Non sono Pol Pot, collaboriamo con le imprese”... “La rappresentazione della Regione come il regime di Pol Pot, in lotta contro il blocco agrario non corrisponde alla realtà. Il confronto con i viticoltori è civilissimo nella ricerca di soluzioni equilibrate e avanzate”. Il governatore Enrico Rossi usa il solito post su Facebook per rispondere al reportage del “Foglio” che accosta l’assessore all’urbanistica Anna Marson al dittatore cambogiano Pol Pot per quel vituperato piano del paesaggio. “La Toscana avrà il primo piano del paesaggio che tutelerà territorio e le aree vinicole. E alla fine candideremo il nostro paesaggio a diventare patrimonio Unesco. Sarà un successo per tutti”. Sorvolando sulle spavalde dichiarazioni del presidente della Regione e sorridendo sulle “plebi inferocite” della Valdorcia, incendiate dal Foglio, la giunta regionale sta cercando disperatamente di uscire dal torchio dove si è infilata con quelle 3rnila pagine di piano paesaggistico. Il termine per le osservazioni è scaduto, ma basterebbero quelle presentate dai Consorzi toscani per impegnare l’esecutivo su un lavoro improbo. Senza contare poi le controdeduzioni firmate dalle associazioni di categoria, dagli imprenditori e da una miriade di soggetti “toccati” da quel documento in cui consigli, vincoli e utopie verdi sono mischiate a schede economiche e diktat ideologici. Per questo è scattato il “piano B”: al lavoro c’è una task force, della quale fanno parte sia Rossi che l’assessore Marson, ma il ruolo di primo piano è riservato ad altri interlocutori. Tra i membri del direttorio ci sono tutti i vertici delle associazioni agricole, l’assessore Gianni Salvadori e altri tecnici, per un organo di 15 persone che sta riscrivendo letteralmente il piano paesaggistico. Si lavora a tappe, scheda per scheda. Finora sono state corrette quelle relative al Chianti e al settore vivaistico di Pistoia e Prato. Cancellate tutte le accuse ai vivai di danneggiare l’ambiente e di deturpare il paesaggio tra le due province, così come sono state eliminate le affermazioni sull’agricoltura eccessivamente monoculturale, con riferimento ai vigneti. Nel nuovo piano il ruolo dell’agricoltura sul paesaggio toscano viene enfatizzato e non demonizzato. Spazzati via tutti i consigli e i suggerimenti degli urbanisti, resteranno solo i vincoli di legge e quelli della ex Galasso. Nei prossimi giorni il riesame della task force del bianchetto riguarderà la scheda della Valdorcia e il Brunello. Entro il 30 ottobre il lavoro dovrebbe finire, con lo stop anche alle clausole di salvaguardia. E di quel torno da 3mila pagine, forse, resterà solo un po’ di innocua filosofia.

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