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Nazione / Giorno / Carlino

Il caldo africano esalta il nostro vino “Annata doc con l’incognita meteo” ... I Consorzi di Chianti, Brunello e Nobile: estate da incorniciare... Per gli astemi sarà una magra consolazione. Ma chi non sa dire di no a un avvolgente e corposo calice di rosso a conti fatti potrà perdonare, almeno un po’, il solleone che per settimane ha sminuzzato i nervi dei toscani imperlando le fronti di sudore un giorno dopo l’altro. Per il vino infatti, almeno sulla carta, è stata - ed è ancora - un’estate pazzesca. E stavolta in senso positivo. Intense giornate di sole, un luglio caldo compatto, qualche benefico acquazzone agostano: combinazione perfetta secondo gli addetti ai lavori delle nostre viti che, infatti, pur incrociando le dita, si strusciano le mani e tirano già a lucido le cantine. Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio del Chianti Classico, gongola ma resta prudente: “Che dire? Stiamo abbottonati perché la natura è pur sempre imprevedibile, ma finora è stata una stagione ottimale”. “C’è stato un gran caldo e non è piovuto molto, ma nonostante questo i terreni, in profondità, sono rimasti sempre abbastanza idratati”. Si prevedono, insomma, “uve di grandissima qualità”. Un 2015 che potrebbe così cancellare, con un colpo di spugna, la drammatica estate dell’anno scorso. La troppa pioggia finì per ammuffire le viti. Risultato: una produzione qualitativamente scarsa e da incubo in termini quantitativi. Ma il condizionale resta d’obbligo. L’acqua dei giorni scorsi, è vero, dovrebbe essere un’ulteriore garanzia per un’ottima produzione ma lo spettro della grandine, un tempo fenomeno raro e oggi sempre in agguato pronta a far danni incalcolabili, continuerà ad aleggiare per un bel po’, almeno fino a che il caldo con la C maiuscola non avrà definitivamente battuto in ritirata. Paolo Solini, direttore del Consorzio del vino Nobile di Montepulciano è moderatamente ottimista: “Ottima estate finora - dice - favorevolissima allo sviluppo della vite ma aspettiamo ancora... Un piccolo problema? Forse c’è stato un anticipo dell’invaiatura”. In soldoni: i chicchi sono diventati rossi qualche giorno prima del previsto (ma non dovrebbe essere un guaio grosso). Dal Consorzio del Brunello di Montalcino infine si sottolinea un altro aspetto positivo: la marcata escursione termica fra il giorno e la notte che dovrebbe giovare e non poco alle viti “anche se, a dirla tutta, manca ancora un po’ di pioggia sebbene ci sia tempo almeno fino al 20 del mese”. Bilancio finale? E’ un po’ presto per alzare i calici ma, cielo permettendo, l’estate del 2015 potrebbe essere ricordata come una delle migliori per il nostro vino, l’oro toscano che brilla in tutto il mondo.

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