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VINO E BUROCRAZIA

Ocm Promozione, si procede a rilento: a giorni il decreto direttoriale, ma con tante incognite

Sotto esame alcuni punti del testo già approvato il 4 aprile, che andrà avanti, però, senza modifiche, per evitare un nuovo passaggio in Stato-Regioni
OCM PROMOZIONE, vino, Italia
Ocm Promozione, si procede a rilento: a giorni il decreto direttoriale, ma tante incognite

Sembrava marciare spedito l’iter per l’accesso ai fondi per la promozione nei Paesi Terzi dell’Ocm Vino 2019, dopo la firma del decreto 3.893 del 4 aprile 2019 da parte del Ministro Gian Marco Centinaio (arrivato in netto anticipo rispetto agli ultimi anni), e, invece, è ancora tutto fermo ai box.

Da quanto apprende WineNews, il decreto direttoriale che dovrebbe, di fatto, dare il via al bando (100 milioni di euro sul piatto, 70 in mano alle Regioni e 30 al Ministero delle Politiche Agricole, ndr), è già depositato in Corte dei Conti per la Registrazione e, probabilmente, arriverà presto in pubblicazione, lasciando però irrisolte alcune questioni tecniche su cui sono stati fatti dei rilievi e che, se modificate, richiederebbero un nuovo passaggio in Conferenza-Stato Regioni. Che allungherebbe i tempi, e che, con ogni probabilità, troverebbe delle opposizioni, dopo il via libera al testo, così come è, arrivato a fine marzo.

In particolare, da quanto apprende WineNews, in una riunione con la filiera, nei giorni scorsi, sono state valutate modifiche, tra le altre cose, su uno dei criteri di priorità previsti dall’articolo 11 (ovvero il fatto che il soggetto proponente un progetto produce e commercializza prevalentemente vini provenienti da uve di propria produzione o di propri associati), e sulla possibilità di far partire i piani di promozioni dal 1 gennaio di ciascun anno, e non dal 16 ottobre, come invece previsto dal decreto. Aspetti su cui, poi, proprio per evitare il passaggio in Conferenza-Stato Regioni, la filiera avrebbe rinunciato alle modifiche, per accelerare al massimo l’iter. Che, dunque, dovrebbe finalmente prendere il via introno a metà maggio. Con alcuni nodi lasciati, però, “sospesi”, che potrebbero però, come nessuno si augura, prestare il fianco a problematiche e ricorsi una volta pubblicate le graduatorie. Un film già visto che, speriamo, non si ripeta ancora, tornando a minare l’efficacia di una misura fondamentale per la competitività del vino italiano nel mondo.

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