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VINO & ARTE

Opere d’arte in cantina e tra i vigneti, il Chianti Classico è un museo a cielo aperto

Con “Art of the Treasure Hunt”, rassegna che ogni anno espone nelle aziende più famose opere di grandi artisti, l’arte contemporanea celebra il vino

Se sono tanti i motivi per cui il territorio del Chianti Classico è considerato un pioniere, c’è anche il suo legame con il mondo dell’arte. Così profondo e duraturo che ogni anno si rinnova, con il celebre terroir che apre le porte delle sue cantine più belle e trasforma i suoi vigneti in un museo a cielo aperto per accogliere le opere d’arte contemporanea firmate da grandi artisti internazionali, con “Art of Treasure Hunt”, rassegna promossa dalla mecenate Luziah Hennessy, dal 1 luglio al 14 ottobre, con la nuova edizione, la n. 3, “Time is the Game of Man”. Quattordici gli artisti coinvolti, provenienti da 11 Paesi del mondo, che installeranno le loro opere con il fil rouge del senso del tempo in sei grandi cantine: il Castello di Brolio, dove secoli fa il “Barone di Ferro” Bettino Ricasoli scriveva la formula del vino “perfetto”, diventata poi quella del Chianti Classico, e la cantina Colle Bereto, l’azienda Felsina e l’antico Castello di Volpaia, l’affascinante Borgo San Felice e la Villa di Geggiano.
Magdalena Abakanowicz, Alin Bozbiciu, Stefan Brüggemann, Cyril de Commarque, Sylvie Fleury, Kevin Francis Gray, Henrik Håkansson, Ibrahim Mahama, Servane Mary, Raul de Nieves, Alfredo Pirri, Angélique Stehli, Pascale Marthine Tayou e Cheyney Thompson sono gli artisti che esporranno le loro grandi opere, tra le botti, nelle tenute, negli edifici storici e negli angoli di paesaggio vitato che rendono unico il territorio del Chianti Classico.

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