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LA CURIOSITÀ

Opinioni, riflessioni e racconti intorno al vino italiano: il 2021 nei video più visti di WineNews

Argomenti, voci, visioni, tempi leggeri o più impegnati, con il vino legato a cultura, poesia, sogni e stagioni, per riflettere su passato e futuro
SOCIAL, VIDEO, WINENEWS, Italia
Il 2021 nei video più visti di WineNews: opinioni, riflessioni e racconti intorno al vino

Opinioni, riflessioni e racconti intorno al vino italiano e non solo, ricorrenze importanti, viaggi nei territori più prestigiosi ed in quelli da scoprire, attraverso i loro nettari legati al bello del paesaggio e dell’arte, ma anche attraverso le parole di personaggi e personalità che del mondo del vino fanno parte, che ne sono protagonisti o “ospiti occasionali”, e tanto altro: è quello che raccontiamo ogni giorno, con il nostro lavoro, e che facciamo anche con servizi ed interviste video. E allora, a cavallo di questo cambio di millesimo che, speriamo, apra le porte ad un futuro meno complicato del recente passato, ecco la selezione di alcuni dei video più apprezzati, stando alle interazioni sui nostri canali social Facebook (seguito da oltre 60.000 persone) e Instagram (con oltre 42.000 follower).
Il più gettonato, e non sorprende più di tanto visto il valore dei nomi in campo, è quello che ha per protagonisti il Brunello di Montalcino che le sue straordinarie annate 2015 e 2016, e due critici del calibro di Monica Larner, firma dall’Italia per “Robert Parker Wine Advocate”, e James Suckling, tra le voci più seguite soprattutto in Asia, con le loro riflessioni su due millesimi che resteranno nella storia del territorio e del vino italiano. Altro video apprezzatissimo, è quello che racconta una storia tra cinema e vino, ovvero quella dei 50 anni di “Lo Chiamavano Trinità”, uno dei film italiani più visti di sempre, grazie al cui successo, Italo Zingarelli, produttore cinematografico, divenne produttore di vino creando una delle realtà più prestigiose del Chianti Classico come Rocca delle Macìe, oggi guidata dal figlio Sergio Zingarelli insieme alla famiglia, che ha celebrato la ricorrenza inaugurando un museo di “memorabilia”, il “Museo Italo-Trinità”. Tra poesia e vino, invece, è il video che racconta un altro territorio top del vino italiano, ovvero Bolgheri, nei versi dei poeti, primo tra tutti quel Carducci che rese immortale il viale bolgherese con “I cipressi che a Bolgheri alti e schietti Van da San Guido in duplice filar”, ma anche nelle parole di chi ha sognato e realizzato un territorio da cui nascono alcuni dei vini più preziosi del mondo, come Piero Antinori, Gaddo della Gherardesca, Renzo Cotarella (Guado al Tasso), Federico Zileri Dal Verme (Castello di Bolgheri e Tenuta Argentiera), Giovanni Geddes da Filicaja (Ornellaia e Masseto) ed il “triumvirato” che guida il Consorzio, con Albiera Antinori, Priscilla Incisa della Rocchetta (Tenuta San Guido) e Cinzia Merli (Le Macchiole). A conquistare i nostri lettori è stato poi, è il viaggio nella storia del Barolo, altro vino e territorio tra i più amati d’Italia e del mondo, con la sua storia di riscossa da territorio in crisi a simbolo assoluto del vino italiano, con una rivoluzione partita negli anni Ottanta del 1900 raccontata da Matteo Ascheri, presidente del Consorzio del Barolo, e da produttori come Sandrone, Marchesi di Barolo, Poderi Luigi Einaudi, Chiarlo e Gianni Gagliardo, ricordando Pio Boffa, uno dei tanti grandi del vino italiano che ci ha lasciato in questo 2021. Di mito in mito, a festeggiare le 50 vendemmie, in questo 2021, è stato il Sassicaia della Tenuta San Guido, vino nato dall’intuizione di Mario Incisa della Rocchetta e grazie al genio di Giacomo Tachis. Un anniversario che ha portato alla luce racconti e riflessioni, come quelle di Nicolò e Priscilla Incisa della Rocchetta, che guidano la cantina insieme all’ad e Carlo Paoli. Altra storia che ha affascinato, tutta contemporanea, invece, è quella che vede il vino essere motore di un bellissimo progetto di inclusione sociale e di solidarietà vera. Ovvero, quello che racconta la collaborazione tra la cantina Arnaldo Caprai (che ha festeggiato i sui primi 60 anni) e la Caritas, e l’integrazione attraverso il lavoro dei migranti richiedenti asilo tra i vigneti di Montefalco e nelle cantina che ha riscoperto e rilanciato il Sagrantino ed il territorio. Ancora una contaminazione tra vino e cultura (binomio che anche nella narrazione del vino, evidentemente, funziona benissimo) è quella raccontano nel vino dedicato ad uno dei festival più prestigiosi e longevi che legano il nettare di bacco alla musica, ovvero il “Jazz & Wine in Montalcino”  firmato da Castello Banfi, che lo ha “immaginato” già nel 1998, ed il cui valore è testimoniato dalle parole di artisti come Stefano Bollani ed Alex Britti. E se il 2021 ha confermato la crescita dei grandi vini italiani nel mercato del collezionismo, è quasi naturale che uno dei video più visti sia stato quello dedicato ai pensieri di alcuni dei produttori dei vini tricolori protagonisti sul Liv-Ex, il riferimento del mercato secondario, come Giampiero Bertolini, ad della Tenuta Greppo Biondi Santi, “culla” del Brunello di Montalcino, Priscilla Incisa della Rocchetta (Tenuta San Guido), Lamberto Frescobaldi (Gruppo Frescobaldi), Albiera Antinori (Marchesi Antinori) e Giovanni Geddes da Filicaja (Ornellaia e Masseto). A calamitare l’attenzione, poi, testimonianza della grandezza e del prestigio di alcuni territori, è ancora un filotto tutto toscano. Come la previsione, poi avverata, di un 2021 con un Brunello di Montalcino grande protagonista, ancora grazie alle annata 2015 e 2016 incensante dalla grande critica internazionale a conferma di un successo universale già previsto, in tempi non sospetti, da un maestro come Mario Soldati, nel racconto del direttore di WineNews, Alessandro Regoli. O come, ancora da Bolgheri, il senso della novità dell’inserimento del nome “Toscana” in etichetta dalle prossime annate, e i progetti di enoturismo di alto livello sul territorio, esemplificati dalla splendida cena lungo il mitico “viale dei cipressi”, raccontanti da imprenditori “storici” e da altri che hanno investito più di recente nella “Bordeaux d’Italia”. Poi, ancora Montalcino, ma in una chiave diversa e affascinate, ovvero quella regalata dallo spettacolo delle strade bianche che solcano i vigneti del Brunello, ammirate dal mondo nella memorabile “Brunello Wine Stage”, tappa enoica dell’edizione 2021 del Giro d’Italia, corsa ciclistica tra le più amate in assoluto.
E sempre legata alle due ruote e al vino, e seguitissima, è stata anche l’intervista racconto che ha avuto per protagonista una delle cicliste più titolate del mondo, icona del ciclismo internazionale, Chantal van den Broek Blaak, appassionata di Brunello di Montalcino e Amarone della Valpolicella, vincitrice di una corsa mitica come la “Strade Bianche”, incontrata a Pieve a Salti, immersa nel paesaggio delle colline toscane, tra le Crete Senesi, i vigneti del Brunello, campi coltivati ed oliveti, in uno di quei borghi rurali su cui l’Italia punta per far ripartire il turismo nel dopo-Covid. Ma il 2021 è stato anche l’anno in cui l’Italia ha salutato il suo primo “Master of Wine”, Gabriele Gorelli, che, a WineNews, ha raccontato il suo percorso, la visione del futuro del vino italiano nel mondo, tra tipologie, stili del vino ed una comunicazione “che deve essere sartoriale, diversa per ogni target, e, al tempo stesso, accessibile”, in un’epoca che vuole “vini contemporanei nello stile, vini “di piacere”, generosi”. E se è vero come è vero che tra le tante pratiche agricole la vendemmia è l’unica che gode di una eco mediatica da vera star, ecco che uno dei video più visualizzati è quello dedicato alla raccolta 2021 che abbiamo realizzato in ottobre alla “Vinitaly Special Edition, dove Valentina Abbona (Marchesi di Barolo), Alberto Mazzoni (Istituto Marchigiano Tutela Vini), Alessio Di Majo Norante, Marina Cvetic (Masciarelli), Sergio Zingarelli (Rocca delle Macìe) e Giuseppe Speri (Speri Viticoltori), passati tra le gelate primaverili e la siccità estiva, ci hanno raccontato la vendemmia 2021 come simbolo di “resilienza”, parola quanto mai in voga in questi tempi. Ma tra i padiglioni di Veronafiere abbiamo anche raccolto le riflessioni, tra attualità e vino, di due giornalisti tra i più popolari d’Italia, ovvero il n. 1 degli “anchorman” italiani e produttore di vino in Puglia, Bruno Vespa, ed Andrea Scanzi, con cui abbiamo parlato di vino, di cui è grande appassionato e conoscitore, di naturalità e di un parallelismo tra vino e musica. E ancora, con le voci di tanti produttori e manager di primo piano del Belpaese, come Marco Caprai (Arnaldo Caprai), Lamberto Frescobaldi, Ettore Nicoletto (Bertani Domains), Beniamino Garofalo (Gruppo Santa Margherita), Camilla Lunelli (Ferrari), Domenico Zonin (Zonin 1821), Matilde Poggi (Fivi), Ernesto Abbona (Marchesi di Barolo), Vittorio Moretti (Terra Moretti), Rodolfo Maralli (Banfi), Chiara Lungarotti, Michele Bernetti (Umani Ronchi) e Celestino Gaspari (Zymè), abbiamo anche declinato il significato di alcune parole universali come speranza, artigianalità, natura, narrazione, ambientalismo, lavoro, visione, amore, tradizione, bontà, diversità, moderazione e coraggio che, in qualche modo, saranno da guida per il futuro del vino italiano. Infine, ancora Barolo protagonista, questa volta con riflessioni su un tema importante come la zonazione, anche grazie alla quale il territorio, tra i primi in Italia ad averci investito e tra i pochi ad averla spinta in una fase molto definita è avanzata, con le parola di vigneron come, Stefano Chiarlo (Michele Chiarlo), Federica Boffa (Pio Cesare), Ernesto Abbona (Marchesi di Barolo) e Guido Damilano (Damilano). Seguitissimo è stato anche l’invito ad investire ancora di più nella crescita della conoscenza del vino da parte degli appassionati, e un augurio di tornare quanto prima ad una condivisione piena di un prodotto che è simbolo indiscusso di convivialità arrivato, da “Wine Future 2021”, niente meno che dalle parole di Francis Ford Coppola, uno dei più grandi registi di tutti i tempi (di origini italiane) e produttore di vino in California. “Il vino è molto simile alla musica: più ne sai, più lo apprezzi, e vale anche per il cibo. Più ne sappiamo della natura del vino, delle differenze tra uve, climi, territori, delle storie dietro al vino, che sono meravigliose e affascinanti, e attraversano le epoche, più possiamo godercelo”, alcune delle sue parole. Ancora, da segnalare, l’intervento di una personalità grandissima come quella di Don Luigi Ciotti, “prete di azione” e fondatore di un esempio bellissimo di riscatto come Libera Terra, che, nell’edizione digitale di “Terra Madre - Salone del Gusto” by Slow Food, è tornato a puntare il dito su un fenomeno da combattere con sempre più forza ed efficacia, come quello delle agromafie. Questi, dunque, i nostri video più seguiti nel 2021, in un mix di argomenti, voci, visioni, tempi più leggeri ed altri più impegnati, come del resto è la vita. Caratterizzata, oltre che da tante vicende quotidiane, anche dallo scorre delle stagioni, come accade nella vigna, che di vita e di continua rinascita è uno dei simboli più longevi e potenti, nella storia dei secoli.
Uno scorrere del tempo che via abbiamo voluto raccontare nel nostro “Ciclo dei Mesi” tra inverno, primavera, estate e autunno, guidati da un cicerone d’eccezione come il professor Leonardo Valenti dell’Università di Milano. Tutto da rivivere e rivedere, tra la fine di un 2021 complicato ma foriero di una ripartenza che, speriamo, diventi solida realtà nel 2022.

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