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L’INIZIATIVA

Quando un gigante punta sulle piccole eccellenze: il progetto Musivum del Gruppo Mezzacorona

15 ettari selezionati sui 2.800 guidati dalla cooperativa, per vini “sartoriali”, una sorta di azienda nell’azienda per esprimere i “cru” di proprietà

Le grandi cooperative, quando lavorano in modo virtuoso, sono capaci di coniugare, come pochi, grandi numeri e qualità. E, a volte, selezionando i loro vigneti migliori, curati da soci con un peculiare sensibilità alla sostenibilità, alla qualità, e alla gestione del vigneto, è come se custodissero un’azienda nell’azienda, capace di dare vita a produzioni sartoriali, legate ai singoli vigneti, quasi come dei “cru” aziendale. Una strada non insolita nella grande cooperazione italiana, battuta con decisione dal Gruppo Mezzacorona, realtà leader del vino italiano, che attraverso 1.600 soci viticoltori, sovrintende ad un mosaico di 2.800 ettari di vigneto in Trentino Alto Adige, raggiunti grazie anche alle Cantine partner di Salorno e di Ala, e più di 700 ettari di vigneto in Sicilia nelle aziende di Solsicano e Villa Albius, con il progetto “Musivum”, che in latino significa appunto mosaico.
Il gigante della cooperazione punta sulle varietà bandiera dell’enologia trentina e da un “mosaico” di vigne eccellenti, come “tessere di maestria”, produrrà 30.000 bottiglie da una superficie totale di 15 ettari, che usciranno nella collezione Musivum come Trentino Doc Superiore, numerate e con l’indicazione della sottozona, destinate all’horeca e posizionate intorno ai 25-30 euro.

“Da oltre un secolo curiamo un prezioso patrimonio viticolo, tramandato da generazioni di viticoltori - ha spiegato Luca Rigotti, presidente del Gruppo Mezzacorona,presentando il progetto nella Cittadella del Vino - un vero e proprio mosaico di vigneti, frammenti straordinari che per posizione, terreno e gestione, possono essere considerati come vere e proprie “pietre preziose” incastonate nel tessuto viticolo gestito dai viticoltori di Mezzacorona, che intendiamo valorizzare con il progetto Musivum”.
Il progetto, avviato nel 2015, si è concretizzato già per due varietà e due etichette: il Müller Thurgau Trentino Doc Superiore 2017 “Cembra”- prodotto in appena 3.252 bottiglie da uve che provengono da due diverse zone della Valle con esposizione e altitudine ottimali - e il Pinot Grigio Trentino Doc Superiore 2016 “Vicinia”, sottozona si trova nel comune di Mezzocorona, da sempre è area di coltivazione prestigiosa e classicamente vocata per questa varietà, per il quale la produzione è stata di 4.508 bottiglie.
Per i vini Musivum delle altre varietà c’è ancora da attendere: nei prossimi anni usciranno un Gewürztraminer, un Marzemino e un Teroldego Rotaliano che, principe dei vini trentini, sarà pronto nel 2021, anno del cinquantesimo della Doc. Nella collezione è stato inserito anche uno Chardonnay Alto Adige Doc della Kellerei Salurn, cantina associata al Gruppo Mezzacorona, che sarà presentato nel prossimo autunno.
“Abbiamo scelto per le varietà tipiche le migliori zone, i vigneti più equilibrati e i viticoltori più sensibili alle indicazioni tecniche per esaltare ulteriormente la qualità delle uve in tutte le aree viticole del Trentino: Piana Rotaliana, Colline di Faedo, Sorni e Pressano, Val di Cembra, Trento, Vallagarina e Ala - ha spiegato Mauro Varner, agronomo del Gruppo Mezzacorona. Si tratta di uno sforzo notevole per i viticoltori premiato economicamente.Poniamo particolare attenzione alla sostenibilità, tanto che nel 2018, per la terza volta dopo il 2016 e 2017, i soci produttori di Mezzacorona hanno ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole, la Certificazione della loro produzione secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (Sqnpi) e, quindi, la certificazione dei vini. Si tratta di un percorso che consente di migliorare le condizioni di lavoro dei viticoltori, la convivenza con i cittadini, molto importante in un territorio come il nostro in cui le vigne sono a ridosso delle case, e di ridurre l’impatto della viticoltura sull’ambiente, risorsa preziosa anche dal punto di vista turistico”.
“Per la collezione Museum la gestione è differenziata dal resto della produzione del Gruppo - ha sottolineato a questo proposito enologico Umberto Pichler, direttore tecnico del Gruppo Mezzacorona. Circa le tecniche di vinificazione in cantina ci limitiamo a utilizzare le migliori pratiche perché il focus è esaltare la qualità intrinseca delle uve”.
Conduzione agronomica molto rigorosa e riduzione delle rese ottenuta grazie all’equilibrio vegeto-produttivo delle piante e non ai diradamenti - per esempio, nel caso del Pinot Grigio la produzione è di 90 quintali ad ettaro, pari al 60% di quella prevista dal disciplinare - danno uve con caratteristiche differenti che si ritrovano nel bicchiere.
“Un tratto comune ai due primi vini del progetto Musivum - ha sottolineato Roberto Anesi, miglior sommelier d’Italia 2017, in degustazione - è il palato di espressività sorprendente che li caratterizza come vini gastronomici capaci di accompagnare piatti più impegnativi rispetto a quanto nelle corde di altre etichette delle stesse varietà. Colpisce in particolare il Müller Thurgau, che in questa versione, fa emergere tutta l’eredità del Riesling, uno dei due genitori dell’incrocio che gli ha dato origine”.

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