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Quotidiano Nazionale

Il re del Brunello nel mirino del fisco. Sequestrati cinque milioni di beni ... Siena, inchiesta della Finanza sull’imprenditore Jacopo Biondi Santi... Terreni, immobili e beni mobili sequestrati per un valore di 4,8 milioni di euro. L’apertura di un’inchiesta da pane del procuratore capo Salvatore Vitello con Niccolò Ludovici per reati tributari dovuti a un giro di fatture tra società è soprattutto un blitz della Guardia di finanza nei giorni precedenti il Palio dell’Assunta, con la notizia dell’inchiesta rivelata successivamente e il nome dell’imprenditore coinvolto tenuto segreto. Ma a Siena, la città teatro di questa vicenda, i segreti sono destinati a durare poche ore. Il nome del noto imprenditore destinatario del sequestro milionario è Jacopo Biondi Santi, sesta generazione dei creatori del Brunello, figlio di Franco, protagonista di tante battaglie ambientali a, Montalcino e a Scansano, un marchio e un nome conosciuti in tutto il mondo con tanti legami sia nell’economia sia nell’eccellenza vinicola italiana sia nella politica. Meglio andare con ordine: l’inchiesta va avanti da diversi anni. Quasi in contemporanea con la clamorosa operazione siglata da Jacopo Biondi Santi con i francesi di Epi Group, proprietari dei marchi più noti di champagne a cominciare da Charles Heidsieck. Joint venture sopra i 100 milioni di euro passata alla storia un anno e mezzo fa come il Brunello conquistato dallo champagne. Biondi Santi spiegò la portata dell’operazione, affermando che la famiglia sarebbe rimasta nella gestione dell’attività (come poi è avvenuto) e che la “Tenuta il Greppo” e gli altri terreni sarebbero sempre stati gestiti da un rampollo della dinastia. Intanto però la Guardia di finanza e poi la procura di Siena indagavano sul giro di fatture e sulle attività commerciali della società. Scoprendo, secondo gli inquirenti, gravi violazioni delle norme tributarie finalizzate a pagare meno tasse. “L’inchiesta dura da tempo afferma il legale di Jacopo Biondi Santi, l’avvocato Enrico De Martino -. La controversia verte su una diversa interpretazione delle norme che regolano le fatture e le transazioni commerciali. L’accordo con i francesi non ha nulla a che vedere con questa inchiesta. Siamo fiduciosi, per noi non si prefigura nessun tipo di reato”. Se l’inchiesta può esaurirsi alla notorietà del nome coinvolto, qualche problema arriva sul terreno politico. Uno dei nomi forti della neonata giunta De Mossi, il sindaco che dopo 70 anni ha espugnato la Camelot del Pd, è Clio Biondi Santi, 27 anni, master negli Stati Uniti e assessore ai servizi all’infanzia e all’istruzione. Un volto nuovo, un fiore all’occhiello per il nuovo governo di Siena. Stando a fonti vicine al sindaco, Clio Biondi Santi ha correttamente informato Luigi De Mossi (che tra l’altro è avvocato) dell’inchiesta che coinvolgeva il padre. Lo avrebbe fatto a fine luglio in una cena nella contrada del Nicchio, rivelandogli anche molti particolari dell’indagine, che ha un solo indagato, come detto, Jacopo Biondi Santi. Clio infatti, non ricoprirebbe alcun ruolo operativo all’interno del Gruppo.

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