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Quotidiano Nazionale

Terregiunte, il vino che unisce l’Italia … Progetto di Vespa e cantina Masi: un blend equilibrato tra Amarone e Primitivo... Dentro una bottiglia di vino oltre alla qualità, al sapore, alla fantasia del prodotto si può trovare altro. Puglia e Veneto, regioni lontane per chilometri e cultura ma capaci di esprimere vitalità economica da record nel settore enologico, si sono incontrate con i loro valori proprio dentro una bottiglia. Nel panorama nostrano dove i consumi interni non brillano, nasce un vino simbolico che unisce le due regioni, due gemelli diversi con elementi in comune in una ideale stretta di mano senza precedenti. Dall’Amarone di Valpolicella e dal Primitivo di Manduria, nasce un rosso importante, il Terregiunte - vino d’Italia, un blend (miscela di due o più uve per ottenere un prodotto unico) che per la prima volta vede la luce da due vitigni diversi. Dietro ci sono due aziende di grande nome: la Masi con Sandro Boscaini, eccellenza della viticoltura della Valpolicella, e la “Vespa-Vignaioli per passione”, con il giornalista Bruno Vespa. Il progetto è stato reso possibile dalla collaborazione di Riccardo Cotarella, uno dei big dell’enologia e presidente di Assoenologi e Andrea dal Cin, altro professionista veneto. Uno pensa: hanno mischiato due vini et voilà ne è uscito un ibrido. Nulla di più sbagliato. Il Terregiunte è frutto di studi e lunghe ricerche eseguite dagli enologi fino a trovare il giusto equilibrio. “Il bambino nato da splendidi genitori”, come lo ha definito Bruno Vespa, è stato presentato all'Hotel Cristallo di Cortina D’Ampezzo con la benedizione dei due presidenti di Regione, Luca Zaia (Veneto) intervenuto personalmente e Michele Emiliano (Puglia) via Skype. “È un progetto nato dall'idea idea di far sposare vini di regioni lontane, Puglia e Veneto, che hanno tante affinità”, sottolinea Bruno Vespa. “È stata una idea coraggiosa che i due enologi hanno saputo realizzare perfettamente. Per ora ne verranno prodotte 12 mila bottiglie e 500 magnum in vendita da novembre”. Aggiunge Boscaini: “Presi questa idea come una provocazione ma in realtà è una opportunità per l’Italia. Non pretendiamo di invadere il mondo con questo vino, ma di lasciare un messaggio”. L’insolita squadra della Champions League del vino ha tenuto a chiarire che Terregiunte non è banalmente l'unione di due etichette ma un progetto complesso. Da Costasera Amarone e Raccontami Primitivo è uscito un blend tale dove ciò che manca ad uno dei due prodotti è dato dall’altro. Così la soave rotondità dell’Amarone è mitigata dalla forza del Primitivo che a sua volta richiede una suadenza che solo l’Amarone è capace di fornire. “E un quadro affidato a due pittori”, dice Cotarella. Veneto e Puglia sono comunque regioni di grande vitalità per produzione ed espansione commerciale. Il Veneto ha spalle molto robuste col prosecco che risulta il vino più esportato. Un quarto della produzione nazionale, un terzo di quella dei bianchi e il 40% della Doc: sono i numeri della Regione di Luca Zaia nel 2018. E ancora: la produzione totale 2018 è stata di 12,9 milioni di ettolitri ( +50% sul 2017), una superficie vitata cresciuta di 2mila ettari su 87mila complessivi. La Puglia ha una vitalità esplosiva. Negli ultimi due anni ha fatto salire del 20% l'export e nel 2018 (boom del rosé) ha chiuso al secondo posto (dopo il Veneto) in quanto a produzione con 9,5 milioni di ettolitri (19% del totale nazionale).

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