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Vendemmia boom, brinda la Toscana … Previsioni: più 10%. Rossi col sorriso: “Risultato del buon governo regionale”... Incrociare le dita è d’obbligo ancora per qualche settimana, ma la vendemmia 2019 potrebbe registrare in Toscana un record quantitativo e qualitativo. Così, dopo due annate nere, funestate dal caldo nel 2017 e dalla pioggia nel 2019, l’entusiasmo è tanto. Le prime stime, diffuse ieri dall’Osservatorio del Vino 2019 presentato da Uiv, Assoenologi e Ismea al Ministero dell’Agricoltura, parlano di un +10% in Toscana, contro un -16% a livello nazionale. “Numeri che fanno ben sperare — spiega il presidente regionale di Coldiretti, Fabrizio Filippi — visto che siamo l’unica regione in Italia con una crescita positiva. Auspichiamo un’annata di buona-ottima qualità anche se l’andamento della raccolta dipenderà molto dal resto di settembre e da ottobre. Servirà tempo per confermare le previsioni quantitative, perché al momento solo il 15% delle uve è in cantina contro il 40% dello scorso anno”. A commentare i dati, anche il presidente della Regione, Enrico Rossi. “L’aumento della produzione vitivinicola in Toscana, in controtendenza rispetto a quella nazionale — dice - è anche frutto del buon governo regionale. In questi anni abbiamo destinato fondi Ue e risorse regionali al rinnovo dei vitigni. Su un totale di 60mila ettari, ne abbiamo ristrutturati circa 27mila, con un investimento di 500 milioni di euro, di cui 270 milioni di fondi pubblici gestiti dalla Regione”. Le aziende confermano. “Se il clima non farà scherzi potrebbe essere la miglior vendemmia degli ultimi 10 anni -spiega Stefano Capurso, direttore generale del gruppo Dievole —. Fi-nora abbiamo avuto un mix di fattori climatici positivi, che si uniscono a politiche di lungo periodo: hanno contribuito le scelte regionali e quelle di tante aziende che, come la nostra, sono passate all’agricoltura biologica, ottenendo vigne con più capacità di resistenza”. “La primavera non è stata semplice — prosegue Paolo De Marchi, titolare e direttore di Isole e Olena — ma poi le cose sono andate bene. Oltre al meteo, è stato importante il rinnovamento degli ultimi anni e credo sia giusto fare i complimenti a tutta la filiera, dalle istituzioni alle aziende. Per migliorare ancora, sarebbe importante semplificare le procedure per rinnovare le cantine”. “A oggi possiamo parlare solo di previsioni quantitative — conclude Renzo Cotarella, amministratore delegato della Marchesi Antinori Spa — perché la qualità, altissima in Toscana, può cambiare anche per una sola settimana di maltempo. Siamo comunque ottimisti. Al risultato hanno contribuito gli investimenti della Regione, anche tramite fondi europei: tanti vigneti sono stati rinnovati negli ultimi 15-29 anni. Questo non significa solo piante più giovani, ma soprattutto selezioni giuste e innesti corretti. Sono state fatte scelte lungimiranti che ora danno i loro frutti”.

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