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Quotidiano Nazionale

Toscana, è una vendemmia da record … Uva sana e bella, raccolta eccezionale. Le testimonianze dei viticoltori: “Grande qualità”... “A decidere sarà l’ultimo chilometro”. Da buon ciclista, Giovanni Manetti, presidente del consorzio Chianti Classico ma anche ottime produttore nella Conca d’Oro della “piccola Borgogna” di Panzano, usa la metafora che più gli è cara per esorcizzare ogni possibile grana su una vendemmia che si annuncia davvero eccezionale. L’ultimo chilometro, ovviamente, sono gli ultimi giorni di settembre e questi primi giorni di ottobre. Perché questa raccolta 2019 conferma una tendenza che si era già affacciata timida nelle ultime stagioni: i grandi rossi nel Vigneto Toscana si vendemmiano a ottobre. È l’andamento climatico di tutto l’anno che ha modificato la tendenza all’anticipo. “Piogge e fresco in primavera —spiega Manetti — ci hanno regalato ottime risorse idriche per i terreni che così si sono mantenuti freschi e ricchi in estate; poi il sole e le buone escursioni termiche hanno fatto il resto”. Sì, è proprio vero. Le ultime piogge a detta un po’ di tutti non hanno recato grandi danni a grappoli ormai sodi e compatti e la vendemmia del 2019 potrebbe risultare perfino “storica”. Esulta Federico Zileri Dal Verme, presidente del Consorzio Bolgheri e anche lui produttore: “Non potevamo sperare di festeggiare meglio le nozze d’argento con la doc. Se ci fossero sei stelle, le assegnerei al Merlot di quest’anno, oltretutto non si era mai raccolto così tardi, e intanto i Vermentini sono già in cantina, e si comincia a vendemmiare il Cabernet Franc in attesa del “tardivo” Cabernet Sauvignon. Siamo tutti molto contenti. Per Bolgheri si potrebbe ripetere un'annata come il 2015 e il 2016, stratosferiche”. Previsioni confermate, dunque. Non solo per quel più 10 per cento che fa della Toscana la mosca bianca del Vigneto Italia, l’unica con il segno più di fronte a un cimitero di segni meno, con punte del meno 25%: e se non ci fossero state le grandinate che hanno dimezzato il raccolto ad esempio in Valdichiana e nell’Empolese, i numeri sarebbero ancora più interessanti. Quello che accende la luce negli occhi ai vigneron è la qualità, raramente si sono viste uve così sane e belle. Un po’ dovunque, nelle grandi denominazioni. “La vendemmia — dice Giovanni Busi, presidente del Consorzio Chianti Docg — comincia in linea con i tempi delle passate stagioni. La pioggia dei giorni scorsi è stata positiva e può aver accelerato il processo di maturazione delle uve. Confermiamo l’ottima qualità dell'uva e ci aspettiamo quindi una buona vendemmia”. Conferme da Montalcino: tempi “assestati”, uve bellissime con bucce integre e molto dure, e acini piccoli: c’è da pensare a un Brunello eccezionale, ma anche il Rosso promette bene, ne siamo stati testimoni diretti in casa Biondi Santi, là dove tutto ebbe inizio. La Maremma, archiviato il raccolto dei bianchi e dei Merlot, è nel pieno della vendemmia dei rossi, con uve in aumento per quantità, e una qualità ideale. Segnali entusiastici da grandi aziende come Castello di Brolio, Ricasoli, Antinori e Ornellaia, ma anche dalle piccole denominazioni: Carmignano punta a un 2019 “da sogno”, l’area massese del Candia registra una stagione super per la sua viticoltura “eroica”. Sì, è proprio un’ottima annata.

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