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Quotidiano Nazionale - Divino sapore

“Ripartiamo dall’enoturismo … Ripartire dall’enoturismo. È l’obiettivo del “coordinamento delle strade del vino, dell’olio e dei sapori”, riunito nei giorni scorsi a Fico, il parco agroalimentare bolognese. Il coordinamento si pone come punto di riferimento a livello nazionale per tutte le realtà produttive locali, vinicole e non. Con i numeri del turismo degli appassionati in costante aumento, il tavolo di confronto darà l’opportunità ai produttori e a tutti coloro che sono coinvolti nel mondo delle “strade del vino” di instaurare un dialogo e creare una rete, scambiandosi esperienze comuni e lavorando insieme per avanzare nuove proposte normative da presentare alle istituzioni. Il tutto con un obiettivo dichiarato: rimanere competitivi a livello internazionale. “Il mondo dell’enoturismo è in fermento e vuole continuare a recitare una parte da protagonista nel panorama europeo — spiega Paolo Morbidoni, portavoce nazionale del coordinamento —. Dal dialogo costruttivo tra i produttori provenienti da tutta Italia vogliamo creare dei percorsi basati sulla bellezza della nostra penisola e sulla qualità indiscutibile del nostro prodotto. Il nostro è un paese ad alta densità di fattori emozionali: bisogna saper sfruttare al meglio tutte le sue sfumature per soddisfare la domanda dei visitatori”. L’orizzonte del turismo è ormai in una fase di cambiamento: se le città d’arte recitano ancora una parte importante a livello nazionale (24,2% di attrattiva del patrimonio artistico e monumentale), d’altra parte cresce il numero di coloro che arrivano nel Belpaese alla ricerca della qualità dell'enogastronomia Made in Italy (un turista su quattro si muove per l’agroalimentare). A questo proposito, un recente studio della Coldiretti ha individuato l’Italia come leader mondiale del turismo enogastronomico, con una crescita del 9% nel 2018. Proprio per l’importanza di questo mercato, il coordinamento delle strade dei vini, dell’olio e dei sapori, si pone come obiettivo primario il censimento delle strade attive, che dovrà portare, di comune accordo con le istituzioni, ad una nuova proposta normativa che sostituisca quella attuale, oramai in vigore da vent’anni (legge n.269 del 1999). “I numeri dell'enoturismo sono in costante ascesa — aggiunge Morbidoni —, con una crescita così impetuosa diventa impellente avere una strategia. E necessario che la politica tenga conto delle specificità dei territori, ma inserendole all'interno di un contesto identitario italiano: insieme si lavora meglio”. All’interno della ricchissima offerta agroalimentare delle “strade”, il vino riveste senza dubbio il ruolo di prodotto-principe: nelle 79 “strade” che, finora, hanno aderito al coordinamento nazionale si contano oltre mille aziende vitivinicole e di 147 prodotti certificati Doc, Docg, Dop e Igp, il 34% è costituito da vini. “Abbiamo investito molto sul sistema-regione in cui sono inserite le strade — dice Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna -, come per esempio con l’app “Via Emilia”. Le strade costituiscono una fetta importante del nostro export, ma allo stesso tempo realizzano prodotti di qualità per via artigianale”.

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