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Quotidiano Nazionale - Divino sapore

La famiglia dell’Amarone … Tecnologia alimentare e appassionata vigneron. Sabrina Tedeschi — la maison Tedeschi è storica bandiera della Valpolicella e lei è appena reduce dalla presidenza delle Famiglie Storiche — si racconta così, con semplicità. “Nata nel fermentatore, come mi diceva il prof. Cantarelli con cui mi sono laureata a Milano, prima di uno stage in Borgogna con un luminare della enologia, il professor Feuillat”. Poi insegnante di Enologia all’istituto di San Michele All’Adige. Ma il richiamo dell’azienda di famiglia l’ha riportata tra i filari e le botti della cantina di Pedemonte. Con il fratello Riccardo, enologo a Conegliano e gestore di vigneti e cantina, e la sorella Antonietta che segue il mercato Italia e l’amministrazione. “Il nostro mentore è sicuramente nostro padre — racconta — che ci ha trasmesso i geni dell’entusiasmo, della curiosità oltre che la passione per la vitivinicoltura. Sin da piccole giocavamo in mezzo alle botti di legno, a respirare il profumo del mosto in autunno, ad accogliere clienti ed appassionati nella nostra casa. Oggi siamo una azienda moderna e innovativa, pur con un’impronta artigianale e famigliare nel senso stretto del termine”. I vigneti di famiglia (circa 46 ettari totali) si aprono tutti in posizione collinare e alcuni di questi fanno parte delle vigne storiche della Valpolicella Classica, come il celebre Monte Olmi, che è stato tra i primi cm della denominazione. Storico è anche il vigneto Fabriseria, che dà il nome a un’intera linea di vini che comprende anche il celebre Amarone prodotto soltanto in annate eccezionali. L’acquisto della Tenuta Maternigo nella Valpolicella orientale ha portato l’azienda alla totale autonomia nella produzione di uve. Ed è proprio a Maternigo che è iniziata l’opera di zonazione e di caratterizzazione di tutti i vigneti. Una ricerca fondamentale, “che segna un primato in Valpolicella”, spiega Sabrina. E la ricerca sta nel dna della maison Tedeschi. Grazie alla ricerca l'azienda è diventata completamente sostenibile nella gestione agronomica e nella filiera enologica. “E oggi stiamo portando avanti un’altra ricerca pionieristica per la Valpolicella, in collaborazione con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona e grazie anche alla passione di mio fratello Riccardo per la viticoltura: lo studio dei caratteri aromatici delle uve e dei vini da singoli vigneti. La ricerca vuole fare luce sulla natura dei profumi che si sentono “nel bicchiere”, dovuti alla presenza di particolari molecole che presentano sfumature olfattive differenti in base ad area, vitigno, trattamento delle uve”. Lo stile Tedeschi porta le varie espressioni della Valpolicella (in primis Amarone e Ripasso) nelle carte di enoteche, ristoranti e wine bar di quaranta Paesi nel mondo, Canada in primis. I vini privilegiano la struttura ma sempre all’insegna dell’eleganza e dell’equilibrio, senza concentrazione o “muscoli” eccessivi, espressivi del territorio e con grande capacità di invecchiamento. E sul territorio chiude Sabrina: “Una bottiglia racchiude la storia, le tradizioni, l’anima e la passione del produttore, oltre alla sua conoscenza e al suo saper fare. E emozione prima di tutto. E poi quotidianità, amicizia, condivisione. Quando racconto un vino cerco di non limitarmi al solo aspetto tecnico. Insomma non solo tannini e acidità, ma anche storie di famiglia, ricordi. Il vino è anche questo”.

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