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Quotidiano nazionale - Divino sapore

Franciacorta da record … Le bollicine trainano i consumi di vino in Italia. Secondo l’Osservatorio Signorvino-Nomisma (la catena di 16 enoteche che vende 1 milione di bottiglie all’anno) la categoria sparkling cresce nel primo semestre del 2019 dell’11% rispetto al 2018 con una incidenza quasi di un quarto del valore venduto. E al primo posto per incidenza di venduto stanno le bottiglie targate Franciacorta Docg, con la maggiore crescita per la categoria pas dosé (senza zuccheri aggiunti) che ha superato anche il satén (le bollicine più morbide). Dati che confermano il momento magico della denominazione bresciana, la prima a lanciare il metodo classico in Italia, che anche nel 2018 si confermò come la denominazione più venduta in assoluto (10% delle vendite, prezzo medio 30 euro) seguita dall’Amarone (9% delle vendite), dal Prosecco doc e docg e dal Brunello di Montalcino (Osservatorio Signorvino-Nomisma). E al recente Champagne & Sparkling Wine World Championships — dove l’Italia ha battuto per la prima volta la Francia — tra le cantine italiane primeggiava la Lombardia con 16 medaglie d’oro. Le bollicine lombarde nascono in un territorio (19 Comuni) di verdissime colline moreniche attorno al lago d’Iseo, punteggiate da piccoli borghi, pievi, abbazie e conventi. La moderna storia del Franciacorta nasce negli anni ’60 del secolo scorso quando alcuni pionieri (Guido Berlucchi, Franco Ziliani, Alessandro Bianchi di Villa) decisero di importare dalla Francia i vitigni internazionali (Chardonnay, pinot nero e bianco) usati per lo champagne e perfettamente a loro agio su quei terreni collinari di origine morenica. Il successo di mercato del Franciacorta come culla delle bollicine metodo classico (quindi rifermentazione naturale in bottiglia, affinamento minimo 18 mesi sui lieviti) è stato confermato dalla decima edizione del Festival che nel weekend di metà settembre ha visto oltre 60 cantine aperte tra degustazioni, visite guidate e trekking nei vigneti. Una festa che ha avuto il suo clou enogastronomico nella cena superstellata organizzata dalla maison Villa a conclusione dell’evento “Sparkling menù” che dal 2002 affianca i millesimati della maison di Monticelli Brusati ai piatti della migliore ristorazione tricolore. “L’obiettivo — spiega Roberta Bianchi, alla guida di Villa col marito Paolo Pizziol — è di superare vecchie e rigide concezioni dell’abbinamento cibo-vino, consacrando le bollicine Franciacorta a tutto pasto, dall’aperitivo al dolce, in sinergia con fantastiche creazioni culinarie”. Le potenzialità a tutto pasto del Franciacorta sono state un po’ il leit motiv degli eventi del Festival, da Berlucchi a Barone Pizzini, da Bellavista a Bersi Serlini, da Ca’ del Bosco a Ronco Calino, da Cavalieri a Contadi Castaldi, da Corte Aura a Ferghettina, da La Montina a Majolini, da Tenuta Montenisa della Marchesi Antinori a Monte Rossa, da Mosnel a Ricci Curbastro, a Uberti. La Franciacorta continua a lavorare sull’innovazione e sulla biodiversità, con l’inserimento in disciplinare tra le uve consentite l’antico vitigno Erbamat in blend con chardonnay, pinot nero e bianco. 115 le cantine associate al Consorzio per 2900 ettari vitati a Docg. Confortanti i numeri della produzione complessiva (circa 18 milioni di bottiglie) e soprattutto dell’export che sta crescendo ( +5% nel 2018), Giappone e Svizzera i principali mercati amanti del perlàge franciacortino.

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