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Quotidiano Nazionale / La Nazione

Il Brunello festeggia mezzo secolo “Siamo il simbolo del made in Italy” … Due giorni di celebrazioni tra convegni e iniziative di solidarietà... Si è aperta ufficialmente ieri la due giorni organizzata per celebrare i 50 anni del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Era il 28 marzo del 1966, quando, con un Decreto del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, al Brunello veniva riconosciuta la Doc, tra le prime in Italia. 25 lungimiranti produttori riconobbero le grandi potenzialità del Brunello e crearono un ente che tutelasse la produzione enologica del territorio, fondando il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. “Dobbiamo ringraziare i 25 coraggiosi produttori che credettero fortemente in un sogno chiamato Brunello e che insieme alle grandi famiglie del territorio diedero vita a questa realtà che ho l’onore di guidare e che è una delle più importanti nel panorama italiano e internazionale - commenta il presidente del Consorzio, Patrizio Cencioni -. Da allora abbiamo raggiunto molti traguardi importanti, frutto di una scelta strategica perseguita con coerenza nel tempo: puntare sulla ricerca dell’eccellenza attraverso l’equilibrio fra produzione e territorio”. In questi 50 anni, forte di un successo straordinario, i numeri attorno al Brunello di Montalcino sono cresciuti in modo esponenziale. Basti pensare che nel 1968 le bottiglie prodotte erano soltanto 13.000, circa 1 milione e 450 mila nel 1986, mentre l’anno scorso sono state 9.100.000, una crescita di quasi il 70mila per cento. Un ettaro di Brunello nel 1967, quando ce n’erano solo 115 (64 specializzati e 51 promiscui), valeva 1,8 milioni di lire (fonte winenews); oggi, che gli ettari sono 2100, in media vale 500mila euro. Al Teatro Astrusi, si è tenuto il convegno “Il coraggio e l’orgoglio: i protagonisti del Brunello 50 anni dopo”. Riconoscimenti ai soci fondatori insieme ad alcuni protagonisti di questa incredibile storia con il faccia a faccia tra Ezio Rivella e Francesca Cinelli Colombini. A chiusura Marco Do, direttore della Comunicazione Michelin Italia, ha presentato la Guida Michelin dedicata agli chef stellati italiani e creata apposta per l’occasione. Sempre ieri, in fortezza, cena charity a sostegno del finanziamento di dispositivi di primo intervento e soccorso da donare ai vari presidi sul territorio montalcinese. “La costituzione del Consorzio - condude Cencioni - divenne il punto di partenza per una crescita culturale che ha fatto del Brunello e di Montalcino uno dei brand più forti e apprezzati nel modo del vino e del made in Italy”.

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