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Allegrini 2018

Quotidiano Nazionale

Il primato del Nordest … Il Nordest non è solo una delle locomotive del Paese per i suoi distretti industriali - termomeccanica, lavorazione del legno, calzature, abbigliamento, materie plastiche, industria dolciaria , ecc - ma è una potenza anche nel vino, sfiorando il 50% dell’export di settore a livello nazionale. Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige insieme fanno 2,6 miliardi di export su un totale di 5,6 (il 46,4%) e formano una macroregione che vale, in termini di esportazioni, una volta e mezza l’aggregato di Toscana e Piemonte, fermi a 1,8 miliardi. Dall’Amarone/Ripasso al Valpolicella, dal Prosecco doc al Conegliano-Valdobbiadene Docg, dalle bollicine del Trentodoc alle colline del Soave, dai bianchi/aromatici che vengono dal freddo del Sud Tirolo al Lugana sul lago di Garda, dai rosé del Bardolino ai rossi dei Colli Berici e Euganei, il primo polo vitivinicolo italiano è formato da cantine ad altissimo tasso di internazionalizzazione, vigneron legati al
proprio territorio ma con la testa rivolta all’estero. Sono grandi gruppi cooperativi (Cavit, Mezzacorona, Lavis, Cantina di Soave), grandi privati (come il gruppo Allegrini che, dalla Valpolicella, è sbarcato a Bolgheri e Montalcino), grandi realtà “miste” coop-privati come il Gruppo Italiano Vini controllato dalla cooperazione (Cantine Riunite & Civ) che a sua volta controlla 15 cantine. Con 1.363 ettari di vigneto in 11 regioni e oltre 90 milioni di bottiglie, Giv è la prima azienda vitivinicola italiana. Cuoa Business School e Ubi Banca hanno svolto una ricerca sui distretti vino del Nordest, concludendo che la forza competitiva sui mercati internazionali è solo la punta di diamante di un sistema più ampio, che va dalle tecnologie alla subfornitura, dalla logistica alla commercializzazione. Le aziende a solidità finanziaria più elevata sono quelle “integrate” cioè che svolgono tutte le fasi della filiera (coltivazione delle uve, trasformazione e vendita), ma che la proprietà dei vigneti può essere un peso per i bilanci. Infatti qui i valori fondiari degli ettari vitati sono cresciuti più della media nazionale, che registra una performance negli ultimi 15 anni del 50%. Il valore dei vigneti tocca il massimo dei 650.000 euro/ettaro vicino al lago di Caldaro (Bz). A ruota arrivano i vigneti del Prosecco Docg (500.000) e le colline del Trentodoc (320.000). Si difendono i Colli Euganei (95.000), e la aree dei grandi bianchi friulani Collio e Colli Orientali (sugli 85.000). Il Nordest dimostra che il vino è al centro di un sistema che traina l’intero territorio, a partire da turismo e artigianato. L’unico problema - avvertono Cuoa e Ubi Banca - è il prezzo medio: il nostro vino viene venduto in media a 273 euro/ettolitro contro i 589 euro della Francia.

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