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Repubblica / Affari & Finanza

Il mercato vede rosé: impennata di consumi nel mondo … Cresce la produzione, entrano nuove etichette l’Italia è seconda per export l’analisi di Wine Monitor su incarico dei Frescobaldi per presentare il vino Alìe... I consumi di vini rosé si impennano e i viticoltori, per far contento il mercato, aumentano la produzione di questa tipologia, e le cantine che non ne avevano in portafoglio, aggiungono una nuova etichetta. “#roséallyear, rosé tutto l’anno è diventato un hastag”, scrive 1’Huffington Post, mettendo in luce come è cambiato il modo di apprezzare questo vino. Un tempo consumato solo fresco e d’estate, o magari in qualche occasione speciale, ora si beve sempre e anche a temperatura ambiente. Il 53% degli appassionati di rosé lo beve durante i pasti, mentre i millennial hanno eletto questa tipologia di vino per l’aperitivo. Molto leggero, di grande bevibilità, ha anche un prezzo abbordabile per bottiglie di alto livello. La produzione mondiale è arrivata a quota 23,6 milioni di ettolitri: per una grossa fetta, il 31%, sono della Francia, il paese che ha fatto scuola in fatto di apprezzamento del vino rosato. Segue, per quota di produzione, la Spagna, con il 20%. Ma il rosé prodotto in Spagna prende per lo più la via dell’export, considerato che in termini di consumi sono gli Usa il secondo mercato al mondo. L’Italia è quarta per produzione, ma per consumi occupa ancora solo il 4%, anche se il potenziale di crescita è considerato elevato. Non a
caso sta attirando l’attenzione e le campagne di marketing di molte case straniere, soprattutto maison di champagne. Mentre, sul versante dei viticoltori, gli italiani risultano secondi sia in termini di volumi che in valore per la vendita all’estero. A scattare la fotografia del mondo rosé è stato Wine Monitor di Nomisma, su incarico dalla Famiglia de’ Frescobaldi, storico produttore di vino. Lo studio “Evoluzione e prospettive per i vini rosé” verrà presentato nel corso del Vinitaly, per accompagnare il debutto di una nuova etichetta della casata toscana, Alle. Ovviamente, ottenuta da Syrah con un tocco di Vermentino. “Abbiamo iniziato a lavorare a questo vino 3 anni fa comprendendo il potenziale di un territorio, quello della Maremma, dove sorge la nostra tenuta Ammiraglia”, racconta Lamberto Frescobaldi, presidente dell’azienda di famiglia. E spiega: “Qui i vigneti beneficiano della vicinanza del mare. Aligi è un rosé che riesce ad unire il frullo, l’eleganza e la complessità, il che lo rende adatto ad essere degustato a tutto pasto e in ogni tipo di stagione, ma soprattutto perfetto per l’aperitivo e un target giovane, come emerge dalla ricerca di Nomisma”.
Nel nostro paese si beve rosato solo 5 volte su 100 casi in cui si beve vino. Siamo agli ultimi posti per consumo, appena prima dei russi. Tedeschi, belgi, americani inglesi sono Molto più attenti a questo tipo di vino. Persino il Sudafrica ci precede, ma non stupisce: il Sudafrica produce una buona fetta di bottiglie rosate, e il paese, terra ricca di vigneti e di bottiglie super premiate, sta invadendo il mondo di rosati. A partire dalla Gran Bretagna, dove si registra una vera e propria bolla rosé. Un’indagine di Coop, il più grande supermercato inglese di prodotti Fairtrade (in pratica equo e solidale), ha evidenziato che il rosé ha battuto le vendite di Prosecco, e una delle etichette di punta è stata Arniston Bay, un no profit che devolve i ricavi a scopi umanitari. In Uk si è registrata un’impennata nell’ultimo anno. Marks & Spencer dichiara un incremento del 100%; Waitrose addirittura del 104%. A spingere il mercato, la nuova moda del “rosé frosé”: un cocktail con ghiaccio, vino rosato e aggiunta di succo di limone e un po’ di zucchero. Dagli Uk all’Italia, i supermercati sono il principale canale di vendita di rosé. Il rosé ha conquistato anche il mercato con la testa all’ingiù: l’Australia . “Fino a pochi anni fa avevamo giusto qualche bottiglia in basso, ora abbiamo interi scaffali”, ha raccontato a Foodwinetravel, Liquor Barons, uno dei più importanti store. Nel mondo anglosassone, dove evidentemente resistono sacche di machismo enoico, tra i social media impazza il “brosé movement” fatto da uomini che non si vergognano di bere rosato.

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