02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Sette / Corriere Della Sera

Una vita tra le vigne in nome del Barbaresco ... Immagini e storie di viticoltori piemontesi, raccontati con passione da un fotoreporter innamorato delle Langhe. E delle loro cantine … a bella gente (facce belle perché vere), le colline, i filari, il vino, le cantine. Essenza di un libro commovente. Gente di Barbaresco non è un volume patinato, pesante, da salotto. Ma è un libretto denso di storie, le cui brevi descrizioni (in lingua italiana e inglese) accompagnano, pagina dopo pagina, le immagini delle famiglie legate a un vino antico e importante. È la quotidianità di generazioni cli vignaioli che si intrecciano. La galleria segue rigorosamente in ordine alfabetico dei nomi cli 28 aziende: Bianco Gigi, Boffa Carlo, Bonifacio, Cà Romè, Cascina Albano, Cascina Bruciata, Cascina Luisin, Castello cli Verduno, Cortese Giuseppe, Giacosa Carlo, La Ca’ Nova... Infine, i paesaggi. Dolci colline di Lunga, il centro storico di Barbaresco (700 abitanti), dove spiccano i coppi dei tetti delle case, la Parrocchiale, l’Enoteca. Il merito di questo lavoro, certo, va all’autore, li fotogiornalista Armando Rotoletti, che ha “covato” l’idea, dopo aver realizzato nel 2011 un reportage sulle Lunghe per Sette. Ma va anche ai protagonisti del documentario, che hanno lasciato in lui il segno e la voglia di raccontarli. “Ammaliato dall’ordito, dalle trame, dalle geometrie disegnate nelle colline, speravo di vedere qualche volto di vignaiolo, autore di quelle splendide architetture vinifere”, annota Rotoletti nell’introduzione. Ritratti collettivi “Tornai più volte prima di imbattermi in tre di loro: in canottiera, appoggiati a una vecchia moto-ape, riparati dal sole sotto una galleria cli viti. Con l’eccitazione del cacciatore che finalmente avvista la preda, mi affrettai a far loro una foto. Quindi, vennero altri volti, di Giulio, Pietro, Sergio...”. Nasce così, ll ritratto collettivo. Che non è un catalogo cli fotografie. “E un tributo a un popolo che, oltre a saper fare un vino fra i migliori al mondo, riesce a mantenere il territorio in uno stato di perenne bellezza”. Una curiosità: i testi sulle aziende sono stati forniti dagli stessi produttori. Alcuni si descrivono in prima persona: “Io sono Olek Bondonio e coltivo qui le vigne che ho avuto da mio padre, che le ha ereditate dal suo e così via, da 200 anni”. “La nostra azienda è stata fondata nel 1958 dal nonno Francesco, detto Cichin, e dalla moglie Francesca, nella storica casa della famiglia Vacca...”. “Da più di un secolo la nostra è una famiglia di viticoltori. Oggi, Daniela, Monica e Paola, eredi di Angelo, continuano li cammino iniziato dal nonno Albino”, scrivono le tre sorelle Rocca, ritratte in cantina. Sorridenti.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Pubblicato su

Altri articoli