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Dall’acciaio alle viti, la cantina del Migliorè … Vallepiccola pronta a lanciare tre nuovi cru… Per una forma di snobismo che talvolta contagia il mondo del vino, gli imprenditori di altri settori che investono in vigneti e bottiglie sono considerati quasi degli intrusi. Come se esistesse un dazio da pagare per aver avuto successo in campi diversi. Succede spesso, invece, che personaggi all’apparenza estranei alla fatica del vignaiolo, mettano in campo passione e disponibilità economiche che aiutano a crescere cantina e qualità dei vini. È il caso di Bruno Bolfo, che da presidente del gruppo Duferco (acciaio) con la sorella Giuseppina ha acquistato nel 1999 l’azienda Vallepicciola, nel Chianti Classico. Dopo aver realizzato la nuova cantina (tre livelli sottoterra, per renderla meno visibile, un progetto di Margherita Gozzi), ora è un’azienda vasta, con un vigneto di 105 ettari e una produzione di 600 mila bottiglie l’anno. Affianca al Sangiovese alcuni vitigni internazionali, Cabernet Frane, Cabernet Sauvignon, Merlot e anche un insolito, per la Toscana, Pinot nero. Nella gamma spicca il Migliorè 2018, che ha ottenuto il punteggio di 97+ nella guida i migliori vini e vignaioli d’Italia, in edicola con il Corriere della Sera (si può prenotare e farla arrivare in edicola sul sito www.primaedicola. it/le-guide-del-corriere-della-sera-collana.html). Il Migliorè “è la conferma delle potenzialità di una cantina ambiziosa” è la recensione nella guida. “Mirtillo, tocchi di sottobosco, poi noce moscata. Bocca succoso-sapida, ritorno fruttato”. Merito dell’enologo Alessandro Cellai, pronto a lanciare a gennaio tre nuovi cru, due rossi e un bianco.

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