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VINO E TRACCIABILITÀ

Si chiama Dioniso il sistema informativo di Valoritalia che certifica e traccia i vini Dop e Igp

Un progetto telematico firmato da Cisco e Hitachi che permette di raccogliere informazioni lungo la filiera in un’unica piattaforma digitale

Si chiama “Dioniso”, ma poco ha a che fare con la divinità dell’Olimpo: è un innovativo sistema informativo applicato all’universo vino, ultima novità tecnologica per la certificazione e la tracciabilità dei vini Dop e Igp messa in campo da Valoritalia, con la collaborazione di Cisco e Hitachi. Un progetto telematico, diventato operativo dopo oltre due anni di analisi e sviluppo, che, in linea con il trend crescente della dematerializzazione, permette di raccogliere la mole di informazioni provenienti dagli attori della filiera in un’unica grande piattaforma digitale a disposizione degli operatori, che potranno contare su un elevato grado di automazione dei processi di certificazione, con il vantaggio della tempestività, della certezza del dato informativo e della personalizzazione. Ma non è tutto, perché Dioniso permette anche un interscambio continuo tra utente e gestionale, che permette in pochi click e con una notevole riduzione di tempi e costi, di elaborare, interrogare e sintetizzare.
“Comunicare il nostro lavoro e renderlo più accessibile a diversi target è per noi prioritario. Per questo, accanto al sito e al magazine - spiega il presidente di Valoritalia, Francesco Liantonio - abbiamo messo a punto un servizio sistematico e unificato di raccolta dati che, malgrado l’enorme complessità, resta “umano”, vale a dire tiene conto delle diverse tipologie di utenti e delle loro specifiche esigenze intervenendo con risposte cucite su misura, valide per il piccolo viticoltore così come per gli addetti dell’agroindustria, attraverso la figura dell’operatore documentale in supporto. Un aspetto fondamentale a cui si aggiungono altri punti di forza, quali la garanzia di assoluta affidabilità, l’alto grado di personalizzazione e una tracciabilità tempestiva. Ad oggi sono già censite, e dunque tracciabili, le bottiglie a partire dal 23 gennaio 2017, ma dal 1 gennaio 2019 saranno tracciate tutte quelle munite di contrassegno gestite da Valoritalia. Inoltre, la piattaforma è stata configurata con i parametri di circa 5.000 tipologie di vino afferenti a 228 Do (133 Doc, 46 Docg e 49 Igt), rappresentando così le specificità dell’intero territorio nazionale. Ciò significa che tecnicamente Dioniso rappresenta un validissimo strumento e un punto di riferimento non solo per i nostri operatori, ma anche per i Consorzi, per gli enti e per le aziende che hanno accesso diretto al sistema”.
A cui consente infatti, attraverso una reportistica, di consultare informazioni in dettaglio relative all’iter di certificazione e alle movimentazioni (dalla rivendicazione all’imbottigliamento) e di verificare in tempo reale l’andamento di ogni singola denominazione e tipologia. Non solo, basta inserire uno qualsiasi dei dati relativi a una giacenza, un lotto o un numero di contrassegno per conoscere la documentazione sull’iter certificativo, sulle movimentazioni registrate e sull’origine della partita, estraendone anche la relativa storia. Dioniso è inoltre predisposto per l’interscambio automatico di dati da e per vari sistemi, compreso il registro Sian, consentendo una relazione diretta fino all’ottenimento della certificazione online. Oltre al caricamento automatico delle informazioni, permette inoltre agli utenti esterni di consultare e/o gestire i dati, offre la possibilità di governare più operazioni contemporaneamente e soprattutto effettua la verifica automatizzata della coerenza dei dati sulla base dei parametri dei disciplinari e della normativa di riferimento.
Al momento l’accesso ai dati, regolato sulla base di credenziali e profili correlati al proprio ruolo in azienda, offre una gestione personalizzabile per la consultazione in “real time” del dato, ma è già in corso lo sviluppo di report altrettanto personalizzabili, che includono analisi statistiche, studi, ricerche a partire proprio dalla mole di informazioni contenute nel database. Nel prossimo futuro, i dati disponibili, raccolti anche grazie all’utilizzo di appositi sensori posti in vigna, nella vasche e in cantina, saranno in grado di raccontare, con interrogazioni precise, tutte le fasi di vita del vino, dal vigneto alla bottiglia. Un’immensa banca dati, capace di fornire in versione digitale una fotografia reale dello stato di produzione del vino di qualità, in linea con la mission di Valoritalia, che dal 2009 verifica ogni fase delle denominazioni di origine certificate tutelando un patrimonio che lo scorso anno ha superato in valore i 6,3 miliardi di euro (franco cantina).

Focus - Il lavoro di Valoritalia nel 2017
Sono state oltre 13.000 le visite ispettive in vigna e in cantina, più di 45mila le analisi chimiche effettuate e altrettanti i campioni sottoposti a verifica (pari a 15,1 milioni di ettolitri) e 2.950 le commissioni di degustazione effettuate. Quasi il 98% dei campioni è risultato idoneo, lo 0,3% non idoneo e il 2% rivedibile. Va sottolineato l’importante lavoro svolto sul piano delle verifiche di regolarità che si è concretizzato in 353 segnalazioni di non conformità grave inviate all’ICQRF e in oltre 2.000 segnalazioni di non conformità lieve gestite direttamente da Valoritalia. Nel 2017 sono state certificate 1,5 miliardi di bottiglie e consegnati circa 950 milioni di fascette/contrassegni. La capillare attività di Valoritalia, presente con 34 sedi operative su tutto il territorio nazionale, la vede protagonista anche nel settore della certificazione biologica e della produzione integrata. Ad oggi sono 2.400 le aziende notificate (1.650 per il biologico e 750 per le certificazioni integrate). Questi risultati portano Valoritalia ad essere un punto di riferimento di tutto il mondo della certificazione del settore agroalimentare.

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