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Style / Corriere Della Sera

L’indirizzo. Friuli: il bianco del quirinale ... a Ramandolo, il vino che profuma di acacia, viola e vaniglia. così lo ordinano Napolitano e Berlusconi ... Passione, conoscenza, tradizione. È un credo forte e radicato in questa parte di Friuli, tra i Colli orientali, dove tutti sanno di vigne, terrain, vinificazione, profumi. Nasce qui, a Ramandolo, in un anfiteatro di verde e di ordinatissimi terrazzi ai piedi del monte Bernadia, il profumato vino, il primo bianco friulano ad aver ottenuto la docg. È anche “quel bianco” che è riuscito, con un passaparola di “alto livello”, a richiamare fin quassù manager e politici. Il presidente Giorgio Napolitano lo predilige sulle tavole del Quirinale. Ma piace anche a Silvio Berlusconi e a una nutrita pattuglia di ministri. C’è chi da Roma prende l’auto e si fa quelle sei-sette ore di autostrada per riempire il bagagliaio. Risparmiando. Dario Coos e, prima, la sua famiglia, sperimentano nuovi percorsi e antichi materiali da più di 200 anni: il risultato è quel vino color oro che con l’invecchiamento sfuma verso l’ambra, con memoria cli acacia, viole e vaniglia, che ha conquistato la capitale. Vale la pena scoprirlo, e acquistano, nelle cantine dove nasce, anche per farsi raccontare la storia di questi vigneti: ci sono il leggendario Picolit e il Ramandolo, ma anche il Ribolla Gialla e lo Schioppettino. Vini che richiedono attenzioni costanti e puntuali, perché i grappoli giallo-verde dalla buccia resistente e spessa devono appassire con cura e tempi giusti. Nella cantina si acquistano il Ramandolo Longhino (12,50 euro contro i 17 dell’enoteca), il Vendemmia Tardiva (13,50 euro), il Ramandus (19,50 euro).
Usciti dalle cantine, si raggiungono a piedi Nimis (Udine) e i boschi di faggi, olmi e acacie, ideali per le passeggiate d’autunno. Ci sono il santuario della Madonna delle Pianelle (XVII secolo) e la cinquecentesca chiesetta di S. Giovanni Battista affacciata sui vigneti. Alla sera i vini di Dario Caos si gustano ai tavoli del ristorante Il Vitello d’oro, in un antico palazzo nel cuore Udine (www.vitellodoro.com): lo chef Massimiliano Sabinot è fedele alla cucina di pesce ma rielabora piatti della tradizione, come il baccalà dal ricettario Asquini della seconda metà del Settecento.

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