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Style / Corriere Della Sera

Buono, brut e Trentino ... In primo piano, le bollicine pregiate dello spumante Trentodoc, la passione dei suoi produttori, la qualità delle cantine. E sullo sfondo, uno stile di vita fatto di accoglienza ed eccellenza, natura e rispetto per l’ambiente, sciate e sfizi a tavola, tesori d’arte e iusei modernissimi. Per orientarsi tra bottiglie e buoni indirizzi, voltare pagina

Brindare con Trentodoc

Metodo classico di montagna, lo spumante Trentodoc viene fatto solo qui (soprattutto da vitigni di Chardonnay e Pinot nero), altitudine e caratteristiche del territorio sono fondamentali. Vanta oltre un secolo di storia, 37 produttori, 90 etichette: la Doc Trento è stata la seconda al mondo dopo quella dello Champagne. E grazie ai metodi di produzione d’avanguardia, è anche la più sostenibile.
www.trentodoc.it

Ferrari Perlé (cantine Ferrari F.lli Lunelli)

È storia; con Giulio Ferrari inizia il percorso del metodo classico trentino. Oltre 100 anni di produzione, per il record di longevità Trentodoc. In bottiglia, uve 100% Chardonnay di una singola annata creano un Millesimato di eleganza unica.

Mach Riserva Del Fondatore (Istituto Agrario di San Michele)

Innovazione: è la creatura dell’Istituto di San Michele all’Adige, grande santuario della sperimentazione viticola trentina. Ma sono i 700 m del Maso Togn, da cui vengono le uve, a dargli il profumo, ampio e complesso.

Endrizzi Brut Riserva (Endrizzi)

L’espressione dell’accoglienza: la cantina è lungo una delle sette Strade del Vino che il Trentino dedica all’enoturismo. Anche questo Brut riserva è un’eccellenza, apprezzatissimo da esperti e sommelier per il gusto pulito e elegante.

51,151 (Moser)

Sono i km che il ciclista Francesco Moser percorse in un’ora a Città del Messico, stabilendo un record Una memorabile pagina di sport che rivive nel suo vino: al naso, è intenso e fruttato, in bocca è un’esplosione di freschezza, che finisce in armonia.

Blauwal (Cesconi)

Beata gioventù, si dice. Nel territorio del Trentodoc c’è un cambio generazionale che porta alla ribalta i vitivinicoltori di questa “balena azzurra”: 100% Chardonnay, affinato 40 mesi in barrique di rovere francese: per regalare nuove sensazioni.

Letrari Brut Riserva (Letrari)

Donna è la parola: il Trentodoc è l’attività che in regione coinvolge il maggior numero di imprenditrici. Come le pazienti titolari di questa cantina: che prima di mettere in commercio la loro pregiata Riserva attendono almeno 48 mesi di affinamento.

Tridentum Riserva Extra Brut (Cesarini Sforza)

Grande cura e attenzione al design: dalle avveniristiche cantine alle etichette e al packaging. In bottiglia, una cuvée di sole uve Chardonnay da vigneti altamente vocati, per una Riserva raffinata e longeva.

Altemasi Graal Riserva (Altemasi di Cavit)

Attenzione all’ambiente: sono tante le cantine con progetti legati all’ecosostenibilità. Tra questi
i Masi di Cavit. L’etichetta è il fiore all’occhiello dell’azienda: la prolungata permanenza sui lieviti regala una sinfonia di note, che colpiscono naso e bocca.

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